Proseguono senza sosta le indagini sulla tragica scomparsa di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, entrambe decedute a poche ore di distanza tra il 27 e il 28 ottobre all’ospedale Cardarelli di Campobasso, per una presunta tossinfezione alimentare.
Anche nelle ultime ore gli investigatori hanno continuato il lavoro di ricostruzione dei fatti.
La Squadra Mobile ha ascoltato numerosi testimoni, sia in ambito familiare e nel paese di origine della famiglia, Pietracatella, sia in ambito sanitario. Dall’avvio dell’inchiesta sono state sentite complessivamente circa una trentina di persone, con l’obiettivo di chiarire le ore precedenti al ricovero e ricostruire nel dettaglio quanto accaduto.
Restano ancora da accertare le cause che hanno portato al rapido peggioramento delle condizioni di salute di madre e figlia. Tra gli elementi al centro dell’attenzione degli inquirenti c’è anche il pasto consumato in famiglia la sera del 23 dicembre da Gianni Di Vita e dalle due vittime, un dettaglio sul quale non ci sono ancora indicazioni precise. Un aspetto che potrebbe essere chiarito con l’arrivo dei risultati delle analisi di laboratorio previsto nei prossimi giorni.
Nel frattempo, alcune ipotesi inizialmente avanzate sono state escluse: non si tratterebbe di funghi, botulino o veleno per topi, ed è stata al momento accantonata anche la pista dell’epatite fulminante. Tuttavia, solo gli accertamenti scientifici potranno fornire risposte definitive.
In questo quadro si inserisce una nuova e importante tappa dell’inchiesta. Il prossimo 28 gennaio, su richiesta del medico legale della Procura, la dottoressa Benedetta Pia De Luca, gli esperti si riuniranno al Policlinico di Bari, presso il Laboratorio di Campionamento dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica Universitaria, per eseguire nuovi esami peritali. Alla procedura sono stati chiamati a partecipare anche i consulenti di parte.
L’attività riguarderà l’analisi macroscopica e il campionamento degli organi, con l’obiettivo di verificare un eventuale collegamento tra una presunta tossinfezione alimentare e il rapido deterioramento clinico che ha condotto al decesso di Sara e Antonella. I campioni prelevati saranno successivamente sottoposti a esami istologici e tossicologici, i cui risultati saranno determinanti per le valutazioni finali della Procura.
L’attenzione resta dunque concentrata sugli esiti delle analisi incrociate, ma anche sulle informazioni acquisite nel corso dei colloqui condotti dalla Mobile per tentare, una volta per tutte, di dare risposte e giustizia ad una tragedia che ha spezzato il cuore di un’intera comunità.

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