Un incontro articolato, durato circa un’ora, per provare a fare chiarezza su una vicenda che nelle ultime settimane ha scatenato proteste e malumori tra cittadini, agricoltori e imprese. Ieri mattina, nella sede della Grim a Campobasso, il presidente della società consortile pubblica, Massimo Saluppo, affiancato dalla sua vice, avvocato Menna, dalla dottoressa Gentile e dal dottor D’Ambrosio, ha aperto le porte alla stampa e alle associazioni di categoria per spiegare le ragioni delle fatture giudicate “spropositate” da molti utenti e per rispondere punto per punto alle criticità emerse.
«Dobbiamo ammettere che ci sono stati errori», ha esordito Saluppo, sottolineando però la necessità di ricostruire prima di tutto il quadro normativo e organizzativo in cui opera il servizio idrico regionale. Un passaggio ritenuto fondamentale per comprendere responsabilità e meccanismi di funzionamento.
Il presidente ha ricordato che il sistema nasce dall’applicazione della legge Galli, che impone alle regioni l’adozione di un gestore unico per il servizio idrico integrato. In Molise questo percorso ha portato, nel 2017, alla creazione dell’Egam, l’ente di governo dell’ambito che riunisce tutti i comuni della regione e che ha il compito di definire gli indirizzi del servizio.
Da quella scelta è nata la Grim, società consortile a responsabilità limitata partecipata da 66 comuni molisani e da Molise Acque. «Siamo partiti con un capitale sociale di 199mila euro – ha spiegato Saluppo – e in due anni, con 35 dipendenti e gestendo circa il 60% degli utenti regionali per un fatturato di circa 30 milioni, siamo riusciti a portare la società in una situazione di equilibrio finanziario».
Tra le operazioni rivendicate dal presidente anche l’accordo con Molise Acque, che ha comportato esborsi per circa 28 milioni di euro per la fornitura idropotabile, e il pagamento di oltre 8,6 milioni ai comuni come rimborso delle spese relative al secondo semestre del 2022.
Secondo Saluppo, il gestore unico rappresenta uno strumento necessario per superare la frammentazione del passato: «C’erano comuni dove l’acqua non si pagava e altri dove si pagava cifre molto elevate. L’obiettivo è arrivare a una tariffa uniforme su tutto il territorio regionale».
Uno dei punti centrali dell’incontro – al quale hanno preso parte gli esponenti di Adoc, Adiconsum, Coldiretti, Consumerismo, Federconsumatori, Confindustria, Uil e Cisl – ha riguardato il meccanismo di determinazione delle tariffe. Saluppo ha chiarito che Grim non stabilisce autonomamente i costi applicati agli utenti.
Il sistema ruota attorno alle decisioni dell’Arera, l’Autorità nazionale di regolazione, che ha riconosciuto alla società un cosiddetto «ricavo garantito di convergenza». In sostanza, quando è nata la societài, l’Autorità ha fissato una soglia minima di ricavi necessari per garantire il funzionamento del servizio.
Per il 2022 il valore riconosciuto è stato di circa 14 milioni di euro, saliti a circa 28 milioni nel 2023 (considerando che il primo anno riguardava solo sei mesi di attività). Tuttavia Grim, nelle fatture del 2022, si è fermata a circa 10 milioni di incassi.
La tariffa viene poi definita dall’Egam, che raccoglie i dati forniti dal gestore, li elabora e stabilisce il prezzo finale in base ai metri cubi fatturati e alle diverse tipologie di utenza. «Grim – ha ribadito Saluppo – si limita ad applicare le tariffe decise dall’ente di governo. Stabilire se siano alte o basse non spetta a noi».
Per il periodo regolatorio 2024-2029 l’Egam ha ridotto il valore dei ricavi garantiti da circa 28,5 milioni a 26,2 milioni. Nella tariffa è stato però recepito anche l’aumento del costo dell’acqua fornita da Molise Acque, pari al 9,2%, che ha comportato per Grim un incremento dei costi di circa 900mila euro.
L’aggiornamento ha portato a un aumento tariffario medio dell’8,65%. Secondo Saluppo si tratta di un adeguamento inevitabile per sostenere i costi del servizio, che comprendono manutenzione delle reti, energia elettrica e gestione degli impianti.
Arera, ha precisato il presidente, riconosce in tariffa solo i costi strettamente legati al servizio. «Se Grim decidesse per assurdo di dare un milione di euro agli amministratori, quella spesa non verrebbe riconosciuta».
La società ha inoltre avviato una standardizzazione dei costi di manutenzione: in passato ogni comune operava con prezzi diversi per gli stessi interventi. Grim ha adottato il prezziario regionale e chiesto ai fornitori una riduzione del 15%, applicando condizioni uniformi su tutto il territorio.
Il nodo più delicato resta quello delle fatture arrivate nelle case degli utenti, spesso con importi molto elevati. Grim ha emesso circa 160mila bollette e il presidente ha riconosciuto che alcune anomalie ci sono state.
«Non si tratta di errori nell’applicazione delle tariffe o nei conguagli – ha precisato – ma di problematiche diverse». Tra i casi più frequenti: perdite occulte non segnalate, errori di lettura dei contatori, inversioni di numeri, errata associazione dei vecchi misuratori o inserimenti sbagliati dei dati nel database.
Proprio per questo Grim invita gli utenti a recarsi negli uffici per verificare le singole situazioni. Secondo le stime della società, se anche il 10% delle fatture presentasse criticità si tratterebbe di circa 16mila casi.
«Chi riscontra anomalie può venire da noi: dal momento della segnalazione è possibile pagare in dodici rate senza interessi, oppure saldare entro dieci giorni».
Saluppo ha chiarito anche il tema dei conguagli, spesso indicati come una delle cause degli importi elevati. Il calcolo viene effettuato dividendo i metri cubi consumati nel periodo di riferimento in base ai giorni effettivi, come previsto dalle delibere Arera.
La società ha effettuato alcune simulazioni interne: secondo i dati presentati, se la fatturazione fosse stata effettuata semestralmente l’importo finale sarebbe stato addirittura leggermente più alto.
Quanto alla prescrizione delle bollette, il presidente ha ricordato che esiste il diritto degli utenti a sollevare la questione, ma ha sottolineato che l’emissione di fatture in acconto può interrompere i termini previsti dalla normativa.
Un altro tema affrontato riguarda i nuovi contatori intelligenti finanziati con fondi Pnrr. Molti utenti si aspettavano che la loro installazione garantisse subito consumi reali.
In realtà, ha spiegato Saluppo, il progetto di distrettualizzazione della rete e sostituzione completa dei misuratori sarà consegnato dalla società incaricata entro il 30 giugno. Solo da quel momento sarà possibile avere letture pienamente automatizzate e una fatturazione basata su consumi reali.
Nel frattempo gli utenti possono verificare i dati dei contatori accedendo al portale “La tua acqua”, dove è possibile richiedere anche la copia fotografica della lettura effettuata.
Durante l’incontro si è parlato anche delle criticità infrastrutturali. Saluppo ha evidenziato come molti impianti di depurazione siano obsoleti o privi delle necessarie autorizzazioni ambientali. A Campobasso, ad esempio, tre impianti risultano privi di AUA.
La società sta valutando progetti di project financing per la loro riqualificazione, mentre in alcuni centri la situazione appare paradossale: a Cercemaggiore, ha ricordato il presidente, sono presenti ben otto depuratori.
Per contestualizzare il tema degli aumenti, Grim ha presentato anche un confronto storico delle tariffe tra il 1999 e il 2021 in diversi comuni, tra cui Campobasso e Larino.
Secondo le simulazioni illustrate, un utente con un consumo annuo di 200 metri cubi avrebbe pagato nel 1999 una bolletta addirittura superiore rispetto a quella attuale.
Infine il presidente ha respinto con decisione le accuse più pesanti circolate nelle ultime settimane. Il riferimento è alle denunce presentate da alcuni utenti che parlano di truffa. «Mi sembra davvero eccessivo», ha commentato Saluppo.
Al termine dell’incontro il presidente ha aperto alla possibilità di un confronto più costante con associazioni e cittadini. «Siamo disponibili a organizzare appuntamenti anche mensili – ha detto -, anzi, probabilmente avremmo dovuto avviare questo dialogo molto prima dell’emissione delle fatture».

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