Nessuna presa di posizione ufficiale e toni improntati alla prudenza nel centrodestra all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato Aldo De Benedittis sulle elezioni amministrative del 2024. La decisione conferma alla guida del Comune la sindaca Marialuisa Forte fino al 2029, mettendo fine – almeno sul piano giudiziario – alla contesa seguita al ballottaggio, vinto dalla candidata progressista per poche centinaia di voti.
Se la vicenda si chiude nelle aule di giustizia, resta invece aperto il fronte politico. A fine mese è previsto un vertice con i coordinatori regionali del centrodestra, confermato dal segretario di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro, per fare il punto sulla situazione e definire una strategia condivisa. L’obiettivo è chiarire la linea della coalizione, che nel capoluogo molisano appare ancora frammentata.
«A fine mese ci sarà una riunione nella quale si affronterà sia la questione regionale sia quella cittadina», conferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Francesco Pilone. «Conclusa la fase giudiziaria, è necessario avviare una valutazione politica. La nostra posizione è chiara: siamo forza di opposizione e continueremo a esserlo, con un atteggiamento serio e costruttivo». Pilone sottolinea il ruolo del partito come principale forza del centrodestra a livello locale, regionale e nazionale, e auspica una sintesi unitaria della coalizione: «Serve una posizione condivisa, chiara e coerente. Resto fermo nella mia convinzione: un sindaco senza maggioranza dovrebbe dimettersi».
Sulla sentenza interviene anche il capogruppo di Forza Italia, Domenico Esposito, che richiama al rispetto delle decisioni dei giudici: «Le sentenze vanno rispettate, c’è poco da aggiungere». Non mancano però le riserve politiche: «Con uno scarto di pochi voti, sarebbe stato opportuno tornare alle urne nelle sezioni dove sono state accertate irregolarità, per una maggiore garanzia democratica».
Esposito guarda poi agli equilibri amministrativi, mettendo in discussione l’attuale assetto: «Il Consiglio, così com’è, non può continuare. Chiederò l’azzeramento della giunta». Una posizione che si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro del centrodestra cittadino, chiamato a riorganizzarsi in vista dei prossimi appuntamenti politici.
Tra questi, le elezioni provinciali del 12 aprile, considerate un primo test per misurare i rapporti interni alla coalizione. «Gli equilibri vanno gestiti in modo costruttivo – osserva Esposito -. Non si può pensare a un ritorno al voto prima del 2027 senza prima rafforzare il centrodestra».
Nel dibattito entra anche il tema della riforma elettorale, che potrebbe ridisegnare gli scenari futuri: tra le ipotesi, un ballottaggio subordinato a soglie di consenso tra il 35% e il 40%, l’assegnazione dei seggi con sistema proporzionale in assenza di premio di maggioranza e una soglia di sbarramento al 3%.
Infine, il nodo della leadership. «Si può pensare a nuove elezioni solo con un candidato unitario», conclude Esposito. «Basta nomi calati dall’alto all’ultimo momento: serve una progettazione politica seria, capace di restituire dignità al capoluogo».
Il confronto interno al centrodestra, dunque, è destinato ad accendersi nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trasformare la sconfitta elettorale e quella giudiziaria in un nuovo punto di partenza politico.























