Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione comunale di Campobasso alle dichiarazioni del consigliere regionale Salvatore Micone sull’emergenza cinghiali in città.
Ieri mattina, a Palazzo San Giorgio, si è tenuta una conferenza stampa urgente convocata dalla sindaca Marialuisa Forte, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Simone Cretella, del presidente della Commissione Ambiente Leo Terzano e del presidente della Sea Piero Neri.
Al centro dell’incontro, le accuse secondo cui la presenza degli ungulati in città sarebbe favorita da una cattiva gestione dei rifiuti. Una ricostruzione che l’amministrazione respinge con decisione, sottolineando invece il ruolo determinante delle politiche regionali nella gestione della fauna selvatica.
«Siamo stati accusati di non gestire correttamente il servizio rifiuti, indicando proprio nei rifiuti la causa della presenza dei cinghiali in città – le parole della sindaca Forte -. Non è così. Respingiamo queste accuse. Esistono certamente criticità legate all’abbandono dei rifiuti, ma queste non dipendono dal sistema dei mastelli bensì da comportamenti incivili da parte di alcuni cittadini. Episodi di abbandono si verificano anche nei pressi delle ecostazioni, ma stiamo intervenendo con azioni mirate».
La prima cittadina ha inoltre denunciato le difficoltà di interlocuzione con la Regione Molise. «Stiamo mettendo in campo iniziative che possano dare risposte concrete, soprattutto nella zona di Parco dei Pini, dove la situazione è diventata difficile e potenzialmente pericolosa per i cittadini. Tuttavia, non riesco ad avere un confronto efficace con i vertici regionali e con i dirigenti competenti».
Ancora più netta la posizione dell’assessore Cretella, che ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni di Micone. «Si è tentato di scaricare responsabilità sull’amministrazione comunale in maniera maldestra. Oggi in Molise si contano tra i 60 e i 70mila capi di cinghiali: una situazione che è il risultato di decenni di gestione del territorio che ha favorito la proliferazione degli ungulati, assecondando spesso il bacino elettorale dei cacciatori e facendo in modo che questa specie si riproducesse a tal punto da arrivare ad essere assolutamente ingestibile. Con numeri così elevati, è naturale che gli animali si spingano fino ai centri urbani».
Cretella ha inoltre sottolineato la carenza di risorse e strumenti a disposizione della Regione per affrontare l’emergenza. «Esiste un vuoto evidente di responsabilità e di competenze. Con appena due operatori dell’Osservatorio faunistico su tutto il territorio regionale è impossibile attuare attività efficaci di monitoraggio, cattura o selecontrollo. È un sistema che non può funzionare».
Entrando nel merito degli interventi immediati, l’assessore ha spiegato che l’amministrazione si assumerà nuovamente l’onere di contenere il fenomeno nelle aree più interessate dagli avvistamenti. «Grazie alla disponibilità di alcune ditte specializzate, che hanno offerto supporto a titolo gratuito, sarà possibile procedere almeno al prelievo degli esemplari presenti nella zona di Parco dei Pini, dove negli ultimi giorni si è registrata una maggiore concentrazione. Si tratta di 4 o 5 cinghiali, quindi non di un numero particolarmente elevato, ma sufficiente a creare danni e situazioni di rischio. Il fenomeno riguarda complessivamente circa 5 o 6 nuclei presenti nelle aree limitrofe, che con i loro spostamenti arrivano fino al centro urbano. Una situazione che potrebbe essere gestita con interventi mirati di prelievo, ma che richiede l’azione degli enti competenti».
Contestualmente, il Comune ha annunciato un giro di vite contro i comportamenti scorretti nel conferimento dei rifiuti. Con l’ordinanza sindacale n. 10 del 24 marzo 2026, vengono introdotte misure più stringenti per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, ritenuto uno dei fattori che favoriscono l’avvicinamento degli ungulati alle aree urbane.
Il provvedimento punta a tutelare igiene, salute pubblica e sicurezza dei cittadini, intervenendo sulle cause locali che possono favorire la presenza di fauna selvatica in città. Nello specifico l’ordinanza dispone il divieto di conferire rifiuti prodotti fuori dal territorio comunale da parte di soggetti non iscritti alla Tari del Comune di Campobasso; divieto di utilizzare i cestini stradali di cortesia per il conferimento di rifiuti domestici; divieto assoluto di abbandono di rifiuti o materiali di qualsiasi genere al di fuori delle modalità stabilite dal gestore Sea; obbligo di ritirare i mastelli entro 36 ore dall’esposizione per la raccolta; richiamo al rispetto delle disposizioni già previste per le utenze non domestiche in materia di decoro urbano e corretto conferimento. Il controllo sull’osservanza delle nuove regole sarà affidato alla Polizia locale, agli ispettori ambientali, alle guardie volontarie ambientali e zoofile. Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative fino a 500 euro.
Sul fronte operativo è intervenuto il presidente della Sea, Piero Neri, che ha ricordato le azioni già avviate su indirizzo dell’amministrazione comunale. «Stiamo effettuando ogni giorno numerosi passaggi straordinari, anche quattro o cinque, per rimuovere i rifiuti abbandonati in modo irregolare. Si tratta di un impegno senza precedenti per la città, necessario per contrastare comportamenti contrari alle norme ambientali».
Neri ha inoltre annunciato l’installazione di nuove ecostazioni nell’area del centro urbano, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il sistema di conferimento. «Già da oggi pomeriggio sarà attiva a Parco dei Pini, in via Scarano, la prima ecostazione che entro sette giorni sostituirà la raccolta tramite mastello. Il cronoprogramma è rispettato e, alla luce degli episodi recenti, stiamo accelerando dove possibile».
Sul tema cinghiali il confronto istituzionale resta dunque aperto, mentre la città attende soluzioni rapide per una problematica che negli ultimi mesi ha assunto contorni sempre più evidenti. sl

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