Azzeramento della giunta con l’eventuale ingresso di figure esterne indicate dal centrodestra, oppure un accordo su un documento programmatico in dieci punti per accompagnare l’amministrazione fino alla conclusione naturale del mandato senza particolari scossoni.
Sarebbero queste, al momento, le ipotesi al vaglio di alcuni esponenti della coalizione di centrodestra in vista della riunione dei coordinatori prevista a fine marzo, passaggio dal quale potrebbe emergere una linea politica più definita sul futuro dell’amministrazione comunale di Campobasso.
La recente pronuncia del Consiglio di Stato ha definitivamente chiuso il contenzioso elettorale, confermando la legittimità dell’elezione della sindaca Marialuisa Forte. Un passaggio che, tuttavia, ha riportato al centro del dibattito politico il tema della stabilità della maggioranza a Palazzo San Giorgio, dove gli equilibri numerici in Consiglio comunale continuano a rappresentare il principale elemento di fragilità per l’azione amministrativa.
Il centrodestra, forte del risultato elettorale ottenuto, riflette ora sulle possibili strategie in una fase considerata decisiva. Tra le opzioni circolate, come annunciato, vi è quella di un’intesa istituzionale in grado di garantire maggiore stabilità fino al termine della consiliatura, attraverso un eventuale rimpasto con l’ingresso di figure tecniche condivise oppure mediante un accordo limitato a pochi punti ritenuti prioritari per la città.
Non tutta la coalizione, però, appare disponibile ad aprire a soluzioni di questo tipo.
Fratelli d’Italia conferma una linea di netta contrarietà a qualsiasi forma di collaborazione con l’attuale amministrazione. Il capogruppo Francesco Pilone ribadisce infatti una posizione politica definita sin dall’inizio della consiliatura: «Senza numeri in Consiglio, ogni sindaco dovrebbe dimettersi».
Per Pilone «non esistono margini per un sostegno all’esecutivo guidato da Forte». La linea del partito resta quella dell’opposizione netta, con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla sfiducia attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento, dalla mozione consiliare al voto contrario sui principali atti finanziari. Il gruppo ha già espresso voto contrario su rendiconto e assestamento di bilancio, rivendicando coerenza politica rispetto al mandato ricevuto dagli elettori.
Pilone sottolinea come, in assenza di una maggioranza stabile, l’epilogo naturale sarebbe il ritorno alle urne. In quest’ottica, il consigliere evidenzia anche la disponibilità a formalizzare la sfiducia attraverso un passaggio notarile: «La mozione è pronta da tempo, così come siamo pronti anche ad andare dal notaio». Una prospettiva che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, rappresenterebbe l’unica via coerente con il quadro politico emerso dopo le elezioni.
Il dibattito resta dunque aperto all’interno del centrodestra, dove non mancano sensibilità diverse rispetto alla possibilità di un dialogo istituzionale. Molto dipenderà dagli equilibri che matureranno nelle prossime settimane e dalle decisioni che scaturiranno dal confronto tra le varie componenti della coalizione.
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, la partita politica è entrata dunque in una fase nuova, nella quale il tema della governabilità torna ad essere il vero banco di prova per il futuro dell’amministrazione comunale.
Tra ipotesi di collaborazione limitata e linea dell’opposizione senza aperture, il centrodestra è chiamato a scegliere la strategia con cui affrontare i prossimi mesi, mentre resta sullo sfondo la possibilità di una crisi politica destinata a ridefinire gli equilibri istituzionali della città.
























