Il Comitato per l’aggregazione della Provincia di Isernia alla Regione Abruzzo ha inviato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo l’intervento del Capo dello Stato dopo il blocco dell’iter amministrativo per il procedimento referendario da parte della Provincia di Isernia.
A darne comunicazione è Antonio Libero Bucci, presidente del Comitato: «All’orizzonte della vita politica e civile italiana appare un’ombra, una percezione che si sostanzia in tre faldoni di firme, cinquemila e duecento firme di cittadini» – esordisce.
Bucci sottolinea la portata simbolica del gesto: «Gente comune, che ha messo da parte i propri problemi personali, i timori, il connaturato e istintivo senso di conservazione, e ha sfidato, con le armi della democrazia, il contesto». Un contesto – prosegue – «fatto di depauperamento, di emigrazione giovanile, di chiusura di attività, di povertà civile e democratica, di diritti concessi come favori, di desolazione. Un contesto insomma senza speranza».
Nonostante tutto – osserva Bucci – «cinquemila e duecento cittadini molisani hanno sfidato la sorte e hanno tirato fuori dal portafoglio il documento di identità per firmare». Un atto di partecipazione che definisce tanto più significativo in quanto proveniente «da gente dalle mani callose, da cittadini che hanno conosciuto la sferza della storia, il sapore amaro della marginalità, dell’esclusione».
Il presidente del Comitato è perentorio: «Con motivazioni burocratiche e pretestuose, l’amministrazione della Provincia di Isernia ha avuto l’ardire di bloccare l’iniziativa democratica, di spegnere sul nascere questo anelito di libertà, sebbene norme Costituzionali e Statutarie imponessero l’indizione e la celebrazione del Referendum».
Rivolgendosi direttamente al Capo dello Stato, Bucci conclude l’appello con parole di fiducia: «Gentile Presidente Mattarella, ora la questione passerà al vaglio del suo Ufficio, essendo stato prodotto dal Comitato ricorso al Capo dello Stato. Ci aspettiamo da lei un vaglio attento e scrupoloso del ricorso, per onorare la democrazia e con essa il diritto dei cittadini all’autodeterminazione. Stimatissimo Presidente, ci affidiamo a lei».




























