La Camera Penale di Isernia si schiera per il “sì” sul referendum sulla Giustizia che si terrà a marzo prossimo.
«La ragione è la più semplice ed ovvia – spiega il presidente della Camera Penale, avv. Francesco La Cava -. La riforma non è altro che l’attuazione del giusto processo di cui all’articolo 111 della Costituzione: ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. Questo realizza il “sì” al voto.
Continuare ad avere un Pubblico Ministero (che non è un Giudice, visto che non emette sentenze “in nome del popolo italiano”) che appartiene allo stesso Ordine Giudiziario del Giudice (che invece emette sentenze “in nome del popolo italiano”) non garantisce il principio di terzietà richiesto dalla norma Costituzionale – prosegue La Cava -. Il Giudice oltre che essere terzo deve anche apparire terzo.
In modo ancora più chiaro: chi è sottoposto a un processo vuole la garanzia di un Giudice che appartenga a un “ordine Giudiziario” diverso da chi lo accusa.
La separazione delle carriere è una maggiore garanzia di indipendenza per l’intera Magistratura, sia giudicante che requirente. In nessuna parte della legge di riforma si parla o ipotizza la dipendenza del Pubblico Ministero, ancor meno del Giudice, alla politica, sono entrambi soggetti soltanto alla legge.
La riforma non è una questione politica né un attacco alla Magistratura ma è un rafforzamento dello Stato Democratico con una Magistratura che garantisce il pieno rispetto delle leggi in attuazione dei Principi Costituzionali».

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