Si è riunita nella Sala consiliare di Frosolone l’assemblea dei produttori di coltelli per discutere sul decreto di sicurezza e le sue criticità. Il sindaco, Pasquale Rocco di Lisio, insieme a tutta l’amministrazione comunale, esprime forte preoccupazione per le possibili ricadute che il nuovo decreto sicurezza potrebbe avere sulle aziende del territorio operanti nel settore della produzione di forbici e coltelli.
«L’amministrazione comunale ha voluto fortemente questo incontro con le aziende locali produttrici di forbici e coltelli e con due avvocati, l’avvocato Trotta e l’avvocato Prioletta, che hanno illustrato in maniera esaustiva e chiara a tutti i produttori e anche e venditori presenti sul territorio di Frosolone, sul territorio regionale ma anche nazionale, quelle che sono le criticità di questo decreto – ha spiegato De Lisio –. È stato un incontro molto importante perché per la prima volta siamo riusciti a riunire tutte le aziende intorno a un tavolo, tutte consapevoli del problema che potrebbe porre questo decreto sicurezza a cui non siamo assolutamente contrari, anzi siamo felici che il Governo abbia preso questa iniziativa, però da parte nostra possiamo sicuramente dare un giusto contributo per correggere quelle criticità che potrebbero creare altri problemi, invece che risolverli».
Frosolone, in sinergia con gli altri centri produttivi italiani del comparto forbici e coltelli, intende agire in maniera compatta e responsabile per tutelare un settore strategico e salvaguardare il lavoro di tante famiglie che da generazioni contribuiscono con professionalità e passione allo sviluppo del paese.
Presenti all’incontro anche gli avvocati Roberto Trotta e Giuseppe Prioletta che hanno illustrato una proposta di emendamento da presentare al Parlamento per correggere le criticità che la legge presenta.
«È stato un momento importante anche per fare una riflessione con tutti gli addetti ai lavori per poter giungere, si spera, a dei correttivi a questo decreto affinché possa comportare meno problematiche, per l’economia di questo paese che si fonda da secoli sulla lavorazione delle forbici dei coltelli – hanno spiegato i due legali -. Abbiamo discusso in particolare degli aspetti del decreto sicurezza che si occupano di disciplinare in modo differente rispetto al passato l’utilizzo dei coltelli e che sostanzialmente potrebbero creare una serie infinita di problemi ai commercianti. Immaginate la casalinga che deve acquistare il coltello per il pane e l’acquisto della casalinga dovrà essere registrato: crediamo che questo sia probabilmente un aspetto della norma che va modificato, anche perché collegata alla norma ci sono una serie di sanzioni accessorie quali il ritiro della patente e la sospensione del porto d’armi che sono estremamente penalizzanti, per cui si condivide la finalità della norma, si condivide anche la necessità di inasprire le pene, però c’è la necessità di apportare delle modifiche al decreto».

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