Da più di una settimana a Isernia non si parla d’altro. Sul marciapiede antistante l’ospedale Veneziale, Piero Castrataro continua la sua protesta silenziosa, accampato in una tenda che è diventata, giorno dopo giorno, un simbolo. Pioggia, vento, freddo: ogni notte, la luce fioca che filtra attraverso il telo racconta la solitudine di una battaglia che però ha risvegliato la città.
«È passata una settimana da quando sono qui in tenda, è arrivata la pioggia, è arrivato il vento ma tengo duro, non bisogna mollare – ha dichiarato il primo cittadino, raggiunto da cittadini che ogni giorno passano a portargli solidarietà – Sono passati però giorni da quando ho inviato una richiesta formale per un incontro con i vertici di Asrem, la Regione Molise e i commissari ad acta per la sanità. Non ho ancora ricevuto riscontro a questa lettera, ma bisogna fare presto perché insieme dobbiamo trovare delle soluzioni concrete per risolvere alcune criticità del Veneziale».
Parole che contengono un grido d’allarme: Castrataro chiede un confronto, non solo come amministratore ma anche come cittadino preoccupato.
Significativo il commento dell’assessore comunale Umberto Di Giacomo: «A una settimana dall’inizio di questa operazione verità sconcerta il silenzio e l’assenza di rappresentanti del territorio a livelli istituzionali più alti, come se un sindaco che dorme per strada sia una cosa normale, che tanto prima o poi passa, basta non calcolarlo, basta non farsi vedere».
Quella tenda, tra il parcheggio e l’ingresso principale del presidio, resta ad ogni modo un punto di incontro: studenti, associazioni, sindaci, medici e comuni cittadini passano, lasciano un messaggio o semplicemente una parola di sostegno. Fotografie e post si moltiplicano sui social, ma il sindaco tiene a distanza le passerelle. «Non sono qui per visibilità» – ha spiegato più volte – «ma per chiedere azioni concrete, tempi certi, impegni».
Nel frattempo, i giorni passano e l’attesa cresce mentre la protesta si fa carico del sentimento diffuso tra i cittadini: la paura che l’ospedale possa perdere servizi e competenze.
Alcuni lo definiscono «un gesto disperato», altri «una prova di coraggio», altri ancora «una trovata strumentale a scopi elettorali», ma tutti concordano sul fatto che il tema non possa più essere ignorato.
Nel frattempo le condizioni meteo peggiorano ma Castrataro non sembra intenzionato a smettere. «Andrò avanti finché non otterrò risposte» – aveva annunciato all’inizio del presidio e continua a ribadire, dopo aver trascorso il Capodanno lì, a pochi metri dal Pronto soccorso. Un gesto che chiude il silenzio in una piccola tenda, ma che ha aperto un grande fronte di discussione in tutto il Molise e non solo, tanto da catturare l’attenzione dei media nazionali.
Intanto, diversi sindaci sarebbero pronti alla mobilitazione per affiancare il primo cittadino di Isernia: qualche risposta in tal senso potrebbe arrivare già nelle prossime ore, dopo una prima riunione svoltasi in via Berta con il presidente della provincia Daniele Saia lo scorso venerdì.



























