La tenda resta davanti al Veneziale, ma attorno ad essa il fronte si allarga. Mentre il sindaco Piero Castrataro continua il presidio simbolico in attesa di un possibile confronto con la Regione e con la struttura commissariale, la mobilitazione dei territori per la difesa della sanità pubblica si estende e trova una solida cornice istituzionale.
Si è svolta, su iniziativa del presidente della Provincia e sindaco di Agnone, Daniele Saia, una riunione con i primi cittadini del territorio convocati per discutere degli ultimi sviluppi in ambito sanitario, anche alla luce dell’incontro tra lo stesso Castrataro e i vertici Asrem.
Al tavolo hanno preso parte i rappresentanti – sindaci o delegati – di 22 Comuni: Agnone, Isernia, Forlì del Sannio, Poggio Sannita, Cerro al Volturno, Capracotta, Miranda, Cantalupo nel Sannio, Castelpetroso, Roccamandolfi, San Pietro Avellana, Rocchetta a Volturno, Longano, Venafro, Carovilli, Pesche, Pescolanciano, Colli a Volturno, Conca Casale, Sesto Campano, Monteroduni e Macchia d’Isernia.
Dall’incontro è emersa la volontà condivisa di costruire un percorso unitario, politico e tecnico allo stesso tempo, che consenta ai territori di avere finalmente voce nelle decisioni che riguardano la sanità molisana. La sintesi è arrivata nelle parole dello stesso Saia, che al termine della riunione ha annunciato la convocazione di una Conferenza dei sindaci dedicata al tema: «Superamento del commissariamento, azzeramento del debito sanitario, modifica del Dm 70 per garantire la presenza di un Dea di primo livello in ogni capoluogo di provincia e incentivi economici per attrarre nuovi medici nei territori interni. Sono questi i quattro punti che verranno affrontati nel corso di una Conferenza dei sindaci di prossima convocazione. Si è deciso di portare in discussione questi temi dopo la riunione di questa sera in Provincia di Isernia, riunione che ho convocato alla presenza dei sindaci del territorio per confrontarci sugli ultimi sviluppi in ambito sanitario, anche alla luce dell’incontro avuto da Piero Castrataro con i vertici Asrem. La battaglia è dura, ma uniti continueremo a difendere la sanità pubblica».
Proprio Castrataro, protagonista nelle ultime settimane della protesta in tenda davanti all’ospedale Veneziale, ha preso parte al confronto ribadendo che la scelta del presidio non è un atto di divisione, ma un gesto simbolico volto a «tenere alta l’attenzione» e a stimolare una reazione collettiva. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, il sindaco ha preferito smorzare i toni, lanciando un appello all’unità confermando comunque la volontà di mantenere la tenda «fino a quando non ci saranno scelte concrete e verificabili» da parte delle istituzioni, soluzioni per cui il capoluogo pentro sarebbe pronto a collaborare anche con fondi propri, ad esempio per attrarre medici al Pronto soccorso.
Nel corso della riunione si è discusso brevemente anche dell’ipotesi di una manifestazione pubblica territoriale, ma la decisione è stata rinviata alla Conferenza dei sindaci, dove si definirà una strategia comune. L’idea condivisa è di associare alla protesta la forza della proposta, per uscire dalla logica dell’emergenza permanente e aprire una vertenza vera con il Governo nazionale sul destino della sanità molisana, commissariata ormai da 16 anni. In tal senso, si era parlato nei giorni scorsi di una fiaccolata da fare già questo weekend, ma a quanto pare ci sarà ancora da attendere.
L’incontro in Provincia rappresenta dunque un primo passo verso una regia unitaria delle amministrazioni locali. Sullo sfondo resta la tenda davanti al Veneziale, diventata in pochi giorni il simbolo di una protesta pacifica e civile, ma anche di polemiche e divisioni che non sembrano intenzionate a placarsi.














