La sanità e il futuro dell’ospedale “F. Veneziale” hanno tenuto il Consiglio comunale di Isernia incollato ai banchi fino a tarda sera, in una seduta monotematica convocata per conferire al sindaco un mandato pieno a rappresentare la città nelle sedi opportune, a tutela del presidio e dell’assistenza sanitaria locale. Il confronto, acceso nei toni e denso di richieste operative, è arrivato in aula dopo la fiaccolata di domenica scorsa e avrà comunque un seguito, tra effetti concreti e risvolti politici del voto. Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consiglio Sergio Sardelli, rivendicando la legittimità della convocazione per la straordinarietà e l’urgenza del tema. Sardelli ha richiamato la fiaccolata, definendola un evento “eccezionale” e soprattutto un «grido disperato di aiuto», invitando l’aula a evitare letture di parte. Dalla minoranza Giovancarmine Mancini ha contestato metodo e tempi, parlando di convocazione costruita per “escludere” una parte del Consiglio e chiedendo chiarimenti sul contenuto della proposta della maggioranza. Ha però assicurato disponibilità al dialogo sul mandato da dare al sindaco, purché condiviso e definito, ipotizzando anche una sospensione per arrivare a una soluzione unitaria.
Sul merito è intervenuto Alex Paniccia, tra i firmatari della richiesta, spiegando l’impianto di una bozza “aperta” da trasformare in testo condiviso: obiettivo ottenere garanzie «certe e scritte» nel Piano operativo 2026-2028 sul mantenimento di Emodinamica e Punto nascita, e iniziative “operative e concrete” per il Pronto soccorso. Ha inoltre messo in guardia dal rischio di “competizione tra territori”, chiedendo una visione complessiva per evitare un “divide et impera”. Pietro Paolo Di Perna (FdI) ha riconosciuto il valore civico delle mobilitazioni e proposto una mozione di minoranza con tre impegni: documento unitario, trasparenza e continuità delle interlocuzioni tramite il sindaco, coerenza delle iniziative future con gli indirizzi del Consiglio e coinvolgimento di tutte le forze politiche. Dalla minoranza Domenico Chiacchiari ha sollevato dubbi sui tempi della protesta: «Perché farlo un anno prima delle elezioni?». Tra gli interventi più netti Filomena Calenda (gruppo misto), che ha posto il focus sul problema delle liste d’attesa, chiedendo unità su un tema come l’accesso ai servizi sanitari pubblici. Marco Amendola (Pd) ha rivendicato il valore “civico e politico” del gesto del sindaco mentre Linda Dall’Olio (FI) ha ribadito che le contestazioni della minoranza riguardano tempi e modi delle azioni, seppur giuste nel merito, ricordando la richiesta avanzata a inizio consiliatura di istituire una commissione speciale sanità per seguire costantemente il tema.
La seduta, nei fatti, era anche una prova di unità: la discussione, arrivata fino a sera, ha mostrato ancora una volta che la sanità è terreno di scontro politico, forse inevitabile. Proprio per questo Isernia chiede garanzie precise, verificabili e nero su bianco sul destino del “Veneziale” e dei servizi essenziali.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*