Un punto di contatto, trovato dopo ore di confronto e limature, e un documento finale che prova a trasformare la protesta e la mobilitazione in un indirizzo istituzionale concreto. Nel Consiglio comunale monotematico sulla sanità, la maggioranza e l’opposizione hanno lavorato a un testo condiviso che mette al centro un principio dichiarato più volte: partire dai problemi reali del “Veneziale”, non da valutazioni astratte.
Nel passaggio introduttivo dell’atto – emendato dopo il confronto acceso ma produttivo tra maggioranza e minoranza – si rivendica infatti un metodo “bottom up”, costruito attraverso l’ascolto delle segnalazioni provenienti dal personale sanitario operante nel presidio ospedaliero di Isernia e dai cittadini, con l’obiettivo di far emergere criticità reali e bisogni strutturali. E soprattutto si fissa un impegno politico: la tutela dei servizi sanitari locali – si legge – come obiettivo condiviso all’unanimità da tutte le componenti presenti in Aula.
Il cuore del documento è un elenco puntuale di reparti e funzioni per cui viene chiesto il rafforzamento del personale medico: pediatria, ginecologia, ostetricia, oculistica, pronto soccorso, medicina d’urgenza, emodinamica, cardiologia, punto nascita, radiodiagnostica, ortopedia e oncologia. Le carenze, viene specificato, sono quelle segnalate direttamente dal personale sanitario e dai cittadini e incidono sulla continuità e sulla qualità dell’assistenza.
Accanto alla richiesta di organici, il testo indica una direzione precisa sul piano amministrativo: attivare e ripubblicare tempestivamente concorsi a tempo indeterminato per garantire stabilità, superare il ricorso sistematico a soluzioni emergenziali e temporanee e contenere i vuoti legati a rinunce o mancata copertura delle graduatorie.
Un capitolo a parte è dedicato al pronto soccorso, per il quale il documento chiede un potenziamento strutturale: assunzioni stabili, programmazione coerente con il carico reale di accessi e il superamento degli interventi esclusivamente tampone, ritenuti incapaci di risolvere criticità croniche.
Sul tema degli incentivi economici per attrarre medici, il Consiglio prende atto delle misure adottate in altri territori ma registra anche le osservazioni di professionisti e operatori: gli incentivi, se non accompagnati da condizioni strutturali, organizzative e di contesto, rischiano di non produrre un’attrazione reale e duratura. Da qui l’indicazione: affiancare alle politiche di reclutamento strumenti più strutturati di attrattività territoriale, demandando al sindaco la valutazione e la promozione di misure nel rispetto della normativa.
Il testo, infine, traduce l’indirizzo politico in una richiesta di atti: al centro ci sono risposte ufficiali su punto nascita ed emodinamica nel Piano operativo 2026-2028 e, per il pronto soccorso – con la massima urgenza – iniziative strutturali e concrete. Le garanzie dovranno essere tempestive, esplicite e documentate – scrivono – non fondate su autorizzazioni temporanee o deroghe, e orientate alla stabilizzazione dei servizi.
Il mandato al sindaco si completa con un vincolo di metodo: sostenere con continuità le richieste verso Asrem, Regione e organi tecnici, pretendere risposte “puntuali” e “verificabili” e riferire periodicamente in Consiglio sugli esiti delle interlocuzioni e sugli atti conseguenti.













