Primo giorno di lavoro nella struttura di via Palatucci per Luigi Peluso, nuovo questore di Isernia, che subentra a Davide Della Cioppa, nel frattempo insediatosi a Matera. Dopo aver salutato gli agenti, il dottor Peluso ha incontrato gli organi di informazione per una breve presentazione, indicando fin da subito la rotta che intende seguire: «Prossimità» sarà la parola chiave del suo mandato.
«Per me è un dato di fatto che ho perseguito in tutta la mia carriera professionale. Polizia di prossimità per me significa vicinanza alla collettività, vicinanza alle esigenze del cittadino, esigenze che vanno manifestate e mostrate non soltanto attraverso il diretto contatto con la Polizia di Stato e con i mezzi che quest’ultima mette a disposizione della collettività per ricevere in tutte le necessità, ma anche e soprattutto attraverso quelle che possono essere le indicazioni che provengono dalle altre strutture istituzionali. Ed ecco il discorso della sinergia inteso come tavolo continuo di confronto nel quale le varie istituzioni vanno a ragionare su quelle che sono le tematiche e le problematiche che sono a cuore della collettività, per cui tutti noi siamo a disposizione ».
Sessantadue anni, napoletano, Peluso ha diretto in carriera diversi commissariati prima di approdare alla questura di Isernia: Scampia, Secondigliano, San Paolo, alcune delle piazze più complesse in cui ha prestato servizio. Un’esperienza maturata in contesti difficili, che oggi porta nel capoluogo pentro, in un territorio che non esita a definire ancora sano, ma nel quale – come lascia intendere – sarà decisivo mantenere alta l’attenzione, soprattutto sul piano della presenza e dell’ascolto.
«Il mio lavoro si concentrerà innanzitutto nel non perdere tutto quello che di positivo è stato fatto a livello di attività e a livello di presenza sul territorio – ha affermato il nuovo questore -. Presenza che consenta alla collettività di sentirsi serena e tranquilla. D’altro canto fare in modo che il continuo rapporto, il continuo flusso informativo con le altre istituzioni consenta di realizzare quella sinergia che sia funzionale alla migliore condizione di vivibilità di tutta la provincia». Un’impostazione che punta quindi a un contatto costante con i cittadini e, insieme, a un dialogo strutturato con le altre istituzioni, per affrontare con un “tavolo continuo” le questioni più sentite dalla comunità.

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