A cavallo tra il 2025 e il 2026, l’Azienda sanitaria regionale ha sbloccato una serie di pagamenti per le prestazioni aggiuntive dei dirigenti medici di numerosi reparti del Veneziale di Isernia: un “assegno” che ammonta a circa 289mila euro complessivi, liquidati attraverso otto provvedimenti dirigenziali emessi tra dicembre e febbraio, l’ultimo – quello inerente alla Radiodiagnostica – di appena tre giorni fa.
Non si tratta – come è noto – di semplici bonifici, ma del riconoscimento concreto degli emolumenti per oltre 3mila ore extra complessive spese dal personale medico per smaltire liste d’attesa, garantire i Livelli essenziali di assistenza e assicurare la continuità dei servizi di emergenza-urgenza all’interno di un presidio – come tanti altri – che si regge sull’abnegazione dei professionisti per via della carenza cronica di camici bianchi che affligge il sistema sanitario non solo regionale, ma nazionale. Tutto nel rispetto rigido del quadro normativo: il Contratto collettivo nazionale della dirigenza medica, precise autorizzazioni all’attività e i limiti di spesa fissati dall’Azienda.
I pagamenti si concentrano perlopiù sui mesi di luglio e agosto 2025, con estensioni alla primavera per Pediatria.
Di seguito, il breakdown per unità operativa, desunto dai prospetti ufficiali: 60mila euro i fondi liquidati per luglio e agosto per il reparto di Anestesia e Rianimazione – che nei mesi scorsi era finito al centro del dibattito proprio per via dei ritardi nei pagamenti delle prestazioni aggiuntive -. Dieci i medici che hanno prestato ore extra di servizio nei due mesi estivi.
Nello stesso bimestre, le prestazioni aggiuntive in Radiodiagnostica toccano invece quota 62mila euro, per abbattere liste d’attesa e turni di servizio, con le spettanze liquidate per sei medici totali.
In Pronto soccorso, invece, sono 10 i medici stakanovisti che hanno coperto i turni “straordinari” per un totale di 52mila euro.
Sei i medici di Chirurgia generale a cui sono state autorizzate le ore extra e che hanno espletato turni per ulteriori 42mila euro.
Due quelli di Ostetricia e Ginecologia, autorizzati dal Dipartimento donna e bambino, per circa 27mila euro. A cui si aggiungono quattro camici bianchi di Pediatria/Neonatologia, tra aprile e agosto, per un totale di circa 33mila euro.
Infine, 10mila euro per quattro medici della Cardiologia per il solo mese di luglio.
Numeri che – come evidenziato più volte nell’ambito di tali analisi – raccontano una sanità sotto pressione, in cui poche decine di medici devono coprire carenze d’organico in base alle necessità, mese per mese.
Naturalmente, nessun pagamento avviene senza seguire i binari obbligati di un iter preciso e serrato che parte dall’autorizzazione preventiva e passa per la verifica del debito orario istituzionale finendo con il controllo delle presenze tramite i sistemi interni all’Azienda.
In un Molise che lotta per tenere aperta ogni sala operatoria e ogni pronto soccorso, questi provvedimenti sono un termometro della resilienza quotidiana del personale medico.
Sul tema, durante il mese trascorso in tenda davanti al Veneziale, è più volte intervenuto anche il sindaco Piero Castrataro che ha chiesto – ad esempio – l’introduzione di indennità economiche aggiuntive nei bandi di concorso per medici, con l’obiettivo di rendere più attrattivi i Pronto soccorso e i reparti di emergenza-urgenza poiché – sostiene il primo cittadino – assumere medici stabili con un’indennità dedicata permetterebbe di ridurre il ricorso a prestazioni aggiuntive interne ed esterne, oggi molto costose, con un beneficio anche sul Piano di rientro. Lo stesso dicasi per la stipula di eventuali accordi di confine.
Castrataro, che ieri ha rilasciato una breve intervista in collegamento su La7 durante il programma “L’aria che tira” di David Parenzo, alla presenza in studio dell’ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: «Spero che il tema dei medici e del servizio sanitario diventi nazionale – ha detto il sindaco -, a partire da qui, come da altre aree interne. Abbiamo bisogno che i medici vengano pagati meglio e venga valutato il loro percorso professionale perché la sanità è un pilastro del nostro Paese. Continuerò a restare in tenda fino a quando non vedremo risultati sul Piano operativo e sull’arrivo di nuovi medici» – ha chiuso rispondendo alla domanda del conduttore.
«Perché Giorgia Meloni non si preoccupa dell’ospedale di Isernia? – ha poi dichiarato Conte, salutando Castrataro ed esprimendo solidarietà per la battaglia -. Mancano ancora due decreti attuativi sulle liste di attesa, la piattaforma non funziona e gli ultimi dati di Gimbe ci dicono che rispetto a pochi anni fa la spesa sanitaria per le famiglie è aumentata di 12 miliardi, con 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure».

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