Preoccupazione, critiche alla filiera istituzionale di centrodestra, rinnovato appello al governo nazionale affinché per il Molise si trovino soluzioni strutturali diverse da quelle praticate finora in considerazione della sua particolare orografia e dello spopolamento che avanza.
Si muovono lungo queste linee le reazioni degli amministratori locali, in particolare di quelli che fanno riferimento al campo progressista, registrate dopo che alla Camera è saltato l’emendamento Lancellotta al Milleproroghe che allungava un po’ i tempi previsti per coprire il debito sanitario residuo dopo l’assegnazione dei 90 milioni stanziati dal governo Meloni oltre un anno fa.
«Vuol dire che aumentano gli interrogativi sul futuro della nostra sanità e sul futuro dell’intera regione – il commento del sindaco di Isernia Piero Castrataro dalla tenda davanti al Veneziale in cui dorme per protesta dal 26 dicembre scorso –. Non so quali soluzioni possono essere trovare nelle prossime ore dalla filiera istituzionale. Certo è che “filiera istituzionale”, Regione, struttura commissariale e direzione generale Asrem in questi tre anni hanno operato solo in emergenza, senza alcuna programmazione. Tante cose potevano essere fatte. Alcune di queste proposte le porterò in Conferenza dei sindaci lunedì. La tenda resta – ha concluso – per dare voce a chi come me non intende rassegnarsi».
A convocare la riunione che si terrà domani mattina nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, il presidente della Conferenza dei sindaci Asrem, Daniele Saia. La battaglia per il rafforzamento della sanità pubblica, e quindi contro ulteriori tagli, travalica i colori politici, ha ribadito Saia a margine di una iniziativa per il referendum sulla giustizia. E per questo vede uniti tutti i sindaci, in seno alla Conferenza, da cinque anni. «Io credo che il governo debba mettere mano seriamente a soluzioni per una piccola regione che ha delle particolarità – ha sottolineato Saia –. Non è una rivendicazione di parte, è uno stato di fatto. È chiaro che bisognerà trovare un equilibrio economico finanziario, non possono arrivare sempre risorse aggiuntive per colmare i disavanzi. Però bisogna anche tener conto delle esigenze di tutti i territori: Agnone, Capracotta, Colletorto, San Martino in Pensilis. Se il cancro del Molise è lo spopolamento, o la denatalità, come si può pretendere di fronteggiarlo se si tolgono servizi essenziali come quello sanitario? Se un giovane che vuol mettere su famiglia a Capracotta non ha pediatra, non ha ginecologo, non gli è agevole raggiungere un ospedale? Diventa difficile. Noi non dobbiamo rifiutare tutti gli strumenti moderni della sanità ma questi devono “fare scopa” con l’orografia, il territorio, le condizioni meteorologiche di alcune aree del Molise. Credo siano richieste legittime di tutti i territori e quindi dobbiamo essere bravi, al di sopra delle parti politiche, a trovare il giusto equilibrio e dare la giusta assistenza a tutti i cittadini, di qualsiasi età, e in qualsiasi zona del Molise vivono». ppm

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