Sono ormai due i mesi trascorsi in tenda dal sindaco Piero Castrataro, in una forma di “protesta” davanti all’ospedale “Veneziale”: ora il primo cittadino di Isernia torna a farsi sentire, questa volta a margine dell’ultima riunione della Conferenza dei sindaci.
Il primo cittadino, da settimane in prima linea contro la crisi sanitaria regionale, rilancia con toni netti: «È il momento di voltare pagina. La salute dei molisani non può più attendere».
Durante la riunione, Castrataro ha illustrato un pacchetto di proposte concrete per migliorare l’efficienza del sistema sanitario pubblico e ne ha denunciato le criticità più urgenti. «Ho fatto le mie proposte per migliorare la sanità pubblica. La prima, tenere sotto controllo la spesa farmaceutica che solo nell’ultimo anno è aumentata del 10% sfiorando i 90 milioni di euro. La seconda, limitare il privato convenzionato affinché eroghi solo le prestazioni ad alta complessità e la specialistica ambulatoriale legata a queste prestazioni, in modo tale che gli ospedali pubblici possano erogare le prestazioni a bassa complessità e la radiodiagnostica legate a queste».
Un passaggio importante, sottolinea Castrataro, riguarda anche la necessità di rendere più attrattivi gli ospedali pubblici per frenare l’emorragia di pazienti molisani verso altre regioni. «Bisogna fare in modo – aggiunge – che le nostre strutture possano recuperare tutta la mobilità passiva attualmente presente».
Nel corso della Conferenza è stata inoltre approvata all’unanimità la proposta di inviare una richiesta ufficiale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la rimozione della struttura commissariale: «Abbiamo chiesto al Consiglio dei Ministri e ai Ministeri competenti di rimuovere i commissari ad acta della Regione Molise per inadempienza rispetto agli obiettivi che erano stati loro assegnati».
«Ci troviamo di fronte a un paradosso – ha detto Castrataro al termine di un lungo intervento tecnico di fronte ai primi cittadini -. Da un lato, dopo 17 lunghi anni, una struttura commissariale che sembra aver cristallizzato l’emergenza anziché risolverla, trasformando il rientro dal debito in un alibi per lo smantellamento dei servizi minimi. Dall’altro, una dirigenza Asrem che appare incapace di governare i processi elementari, dalla spesa farmaceutica fuori controllo alla valorizzazione delle proprie eccellenze. Sorge o si consolida un dubbio atroce, ovvero se l’architettura di comando, divisa tra commissari e direttori, non sia se stessa diventata parte del problema – ha detto il sindaco -. A questo appunto è lecito chiedersi se questa sovrastruttura serva realmente a tutelare il diritto alla salute dei molisani, o serva solo per il costante travaso di risorse pubbliche verso il privato accreditato».
«Questo è un momento delicatissimo della nostra piccola regione – ha aggiunto infine -. È in gioco la sua stessa sopravvivenza, perché se sommiamo il debito 2024 e 2025, sforiamo abbondantemente 50 milioni, ma siamo tutti obbligati a fare una scelta, non di destra, non di sinistra, non di centro. Siamo obbligati con orgoglio ed onore a rappresentare le vostre comunità, il loro diritto essere curate, la loro voglia di continuare a vivere qui e allora è arrivato il momento di spezzare il circolo vizioso che ci ha portato fin qui. È arrivato il momento di schierarsi dalla parte dei cittadini, ora o ma più, con un unico obiettivo, salvare questa terra».
Un affondo che segna un passaggio politico deciso nella vertenza sanitaria molisana: l’iniziativa di Castrataro, partita come gesto simbolico con la tenda allestita al Veneziale, si è trasformata col tempo in una piattaforma di richieste condivise da gran parte dei primi cittadini del territorio. E il messaggio finale, ribadisce il sindaco di Isernia, è chiaro: «La salute dei molisani non può più attendere».


























