È battaglia aperta sull’ospedale “F. Veneziale” di Isernia. Le dichiarazioni del sindaco Piero Castrataro in merito al verbale del 19 dicembre del tavolo tecnico sull’attuazione del decreto Balduzzi – secondo il quale sarebbero destinati a restare attivi sia il reparto di Emodinamica che il Punto nascita –, hanno acceso un nuovo e infuocato capitolo del confronto politico cittadino.
A dare fuoco alle polveri è Cesare Pietrangelo, che ha attaccato senza mezzi termini il sindaco Piero Castrataro: «Il sindaco ha detto che dal tavolo tecnico di Roma hanno fatto sapere che per l’ospedale si vogliono tenere aperti sia Emodinamica che il Punto nascita, e ascoltate: questo a Castrataro non va bene. Qualsiasi cosa avrebbero detto da Roma, lui avrebbe avuto da ridire. La sua strategia è chiara: mantenere alta la tensione».
Pietrangelo accusa il primo cittadino di usare la questione sanitaria come arma di contrapposizione politica: «Non fa nulla, non ha ottenuto nulla, ma se qualcosa si può ottenere – non per merito suo – alza il tiro pur di criticare. Ma questo è il sindaco di Isernia o del Molise? Lotta non per Isernia, ma contro il centrodestra. Non ha raggiunto un solo obiettivo e ora si occupa di sanità, ma gli sta andando contro: da Roma hanno detto che i reparti non chiudono e a Castrataro non va bene. Assurdo. Comunque abbiamo chi ci aiuta, chi si occupa della sanità molisana, ma non è Castrataro, questo è chiaro».
Dall’altra parte, il primo cittadino – intervistato ai microfoni di Teleregione – ribadisce la necessità di fare chiarezza sul contenuto del tavolo tecnico romano. Il sindaco ha infatti ottenuto il verbale ufficiale del tavolo del 19 dicembre, svoltosi al Ministero della Salute, e parla apertamente di un «cortocircuito istituzionale» tra la struttura commissariale e la linea romana.
«I tavoli ministeriali hanno sempre difeso Isernia, sia il reparto e il laboratorio di Emodinamica sia il Punto nascita – ha evidenziato dopo che ieri era intervenuto sui contenuti del verbale –. Bisogna riconoscere che questo è l’ospedale di un’intera provincia. Mi aspetto che, come per Termoli, oltre agli investimenti tecnologici ci siano investimenti sulle persone, per garantire l’Emodinamica h24 e potenziare il Punto nascita».
Ma l’allarme del sindaco non si ferma alla difesa dei reparti: riguarda il futuro sostenibile della sanità pubblica regionale. «Mi aspetto un intervento straordinario da Roma – aggiunge –. Si deve razionalizzare, ma senza tagliare servizi. Temo che la Regione abbia difficoltà a chiudere il bilancio. Serve un equilibrio che oggi manca».
Sul fronte finanziario, Castrataro boccia anche l’emendamento proposto dal senatore Claudio Lotito, che prevede la possibilità di spalmare in quattro anni il debito sanitario molisano: «Non serve diluire il debito nel tempo. Serve un’azione incisiva per rimettere in carreggiata la sanità pubblica e riequilibrare un sistema che da anni favorisce il privato convenzionato».
Insomma, la partita intorno al Veneziale resta al centro del dibattito politico locale e regionale. Sullo sfondo, i cittadini attendono risposte, soprattutto mentre il futuro dei reparti chiave di Isernia continua a essere terreno di scontro e simbolo di una sanità che cerca ancora un equilibrio.

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