Non è stato un semplice adempimento formale, ma un passaggio politico e amministrativo carico di significato quello avvenuto venerdì sera a Larino, nella sede di Palazzo Ducale, dove l’assemblea dell’Unione dei Comuni “Basso Biferno” ha sancito la conclusione del mandato di Giorgio Manes, sindaco di Montecilfone, e l’elezione a nuova presidente di Simona Contucci, sindaca di Montenero di Bisaccia. Un cambio alla guida che arriva in una fase tutt’altro che neutra per l’ente sovracomunale, chiamato a dimostrare, oltre le enunciazioni di principio, la propria utilità concreta per i Comuni del territorio. Nel suo intervento di commiato, Manes ha tracciato un bilancio schietto dell’esperienza maturata alla presidenza: «È stata una bellissima esperienza, durata anche più del dovuto», ha spiegato, ricordando come il percorso sia stato attraversato da momenti di difficoltà che però non hanno impedito di portare avanti un lavoro di ricucitura e consolidamento dei rapporti istituzionali tra i sindaci. Un elemento tutt’altro che scontato in un’Unione che, nel tempo, ha spesso dovuto fare i conti con differenze politiche, priorità divergenti e limiti strutturali. L’obiettivo, ha sottolineato Manes, è stato quello di andare avanti insieme «per fare qualcosa di concreto» nel Basso Molise, superando la dimensione meramente formale dell’ente. Tra gli aspetti qualificanti del mandato in chiusura, il presidente uscente ha ricordato alcune iniziative già avviate o in fase avanzata: nei prossimi mesi i Comuni potranno usufruire in forma associata del servizio di sfalcio dell’erba, è in corso la preparazione della nuova gara per la raccolta differenziata, passaggio cruciale sia sul piano ambientale sia su quello economico, e sono state gettate le basi per ulteriori progettualità, tra cui l’ipotesi di un canile unionale, pensato per affrontare in modo strutturato una criticità che grava sui singoli municipi. Iniziative che, come ha rimarcato Manes, potranno essere sviluppate e portate a compimento da chi gli è succeduto alla guida dell’Unione. La nuova presidente Simona Contucci ha raccolto il testimone con un intervento improntato a pragmatismo e senso di responsabilità, indicando con chiarezza i fronti sui quali l’Unione dovrà muoversi nei prossimi mesi. Al centro dell’agenda, innanzitutto, la gara per il servizio di raccolta dei rifiuti, che richiede competenze tecniche, attenzione normativa e una visione condivisa tra i Comuni, perché da quella procedura dipendono costi, qualità del servizio e risultati in termini di raccolta differenziata. Accanto a questo, Contucci ha indicato come strategica la piena operatività della Centrale Unica di Committenza (Cuc), uno strumento essenziale soprattutto per i Comuni più piccoli, che spesso non dispongono di risorse interne sufficienti per gestire procedure di affidamento sempre più complesse: una Cuc efficiente significa supporto tecnico-amministrativo, maggiore qualità degli atti, riduzione dei rischi e capacità di programmazione. Nel suo intervento, la nuova presidente ha voluto anche chiarire un punto spesso oggetto di polemica: la carica di presidente dell’Unione è totalmente gratuita, non è prevista alcuna indennità aggiuntiva rispetto a quella da sindaca. «Questo ruolo nasce dallo stesso spirito di servizio verso la comunità», ha spiegato, rivendicando un approccio che guarda all’Unione come a uno strumento di cooperazione e non come a un livello burocratico fine a se stesso. Dal punto di vista istituzionale e politico, la votazione ha restituito un risultato ampio ma non unanime: l’elezione di Simona Contucci è avvenuta con 22 voti favorevoli e un solo voto contrario, quello di Riccardo Vaccaro, mentre è stata registrata l’assenza di quattro componenti delle minoranze, un dato che pesa sul piano del confronto e della partecipazione. Nel corso dell’assemblea è stato inoltre formalizzato l’ingresso di Mario Basler, che subentra a Leo Antonacci, dimissionario, completando così il nuovo assetto dell’Unione. Nonostante questi elementi, il clima complessivo dell’assemblea è stato definito come «di ampio respiro e grande responsabilità», con un ringraziamento esplicito rivolto al presidente uscente Giorgio Manes e ai sindaci presenti, letto come un segnale di fiducia e di unità istituzionale. In un’area come quella del Basso Biferno, segnata da fragilità amministrative, risorse limitate e sfide crescenti, l’Unione dei Comuni può rappresentare un passaggio decisivo per rafforzare la capacità degli enti locali, migliorare i servizi e costruire politiche condivise. Il passaggio di consegne di Larino chiude una fase e ne apre un’altra: ora la sfida sarà tradurre le linee programmatiche in atti concreti, perché l’Unione diventi davvero un motore operativo al servizio dei territori e non soltanto una cornice istituzionale.



























