«È necessario ristabilire con chiarezza la verità dei fatti». La consigliera regionale del Partito democratico Micaela Fanelli interviene nel dibattito che si è riacceso in questi giorni sulla realizzazione dell’impianto di biometano a Riccia, rispondendo alle polemiche seguite alla ripresa dell’iter autorizzatorio del progetto.
Secondo Fanelli, la discussione pubblica rischia di essere condizionata da letture parziali o strumentali. «Non si tratta di opinioni o interpretazioni politiche – afferma – ma di atti amministrativi e iniziative istituzionali documentate». Atti che, a suo dire, dimostrerebbero come sia lei stessa, nel ruolo di consigliere regionale, sia il Comune di Riccia abbiano «sempre osteggiato, con tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento, la realizzazione di questo impianto».
La consigliera ricorda come la sua posizione sul tema sia stata esplicitata fin dall’inizio. «La mia azione politica è stata sempre chiara, coerente e documentata – sottolinea –. Già nel 2022 sono stata la prima firmataria di una mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, con l’obiettivo di tutelare l’area di Riccia». L’atto impegnava la Giunta regionale a introdurre vincoli paesaggistici e fideiussioni onerose per impedire la realizzazione di impianti di biomassa ed eolici in aree considerate particolarmente sensibili. «Tutto questo – aggiunge – è agli atti del Consiglio regionale ed è pubblicamente verificabile».
Fanelli ribadisce inoltre che la sua opposizione a progetti di questo tipo non nasce oggi, ma è stata espressa in modo «costante e trasparente negli anni». In questa fase, spiega, è impegnata anche nel lavoro di modifica e miglioramento della nuova legge regionale sulle aree idonee, attualmente all’esame del Consiglio regionale. «Mi sto battendo – afferma – per rafforzare ulteriormente gli strumenti di tutela del territorio. È quello che sto facendo in questi giorni, mentre la proposta di legge è all’attenzione della commissione e poi dell’Aula».
Parallelamente, Fanelli rivendica l’azione portata avanti dall’amministrazione comunale di Riccia, che avrebbe contrastato formalmente il progetto attraverso tutti i canali istituzionali disponibili. «Il Comune ha presentato ricorsi sia al Tar sia al Consiglio di Stato – ricorda – dimostrando in modo inequivocabile la volontà di difendere il territorio e impedire la realizzazione dell’impianto». Un’attività amministrativa che, secondo la consigliera, avrebbe prodotto un risultato concreto: «Il progetto è stato di fatto bloccato per ben cinque anni».
Proprio per questo motivo Fanelli definisce «profondamente triste» il clima di polemica che si è sviluppato negli ultimi giorni. «Su un tema così importante per la comunità – osserva – si continua a fare speculazione politica e sociale». Nel mirino della consigliera alcuni avversari politici che, a suo dire, avrebbero «rifiutato ogni serio confronto pubblico con l’amministrazione comunale», alimentando polemiche senza riconoscere gli atti compiuti dall’ente locale per contrastare l’iniziativa.
Fanelli ricorda tuttavia come la vicenda abbia conosciuto una svolta giudiziaria significativa. «Purtroppo il Consiglio di Stato ha dato ragione alla società proponente, sbloccando l’iter autorizzatorio», spiega. Una decisione che ha riacceso le preoccupazioni nella comunità locale e tra i comitati ambientalisti.
La consigliera dice di comprendere il clima di allarme che si è diffuso in questi giorni. «Lo comprendo da cittadina, da madre e da rappresentante delle istituzioni», afferma, riconoscendo anche le ragioni di quanti, nel mondo ambientalista, hanno portato avanti la battaglia contro il progetto. «A loro voglio ribadire con chiarezza che sono sempre stata e continuerò a essere dalla loro parte», aggiunge, sottolineando la necessità di mantenere «equilibrio e buon senso», nel rispetto delle leggi e degli interessi in gioco.
Fanelli respinge però le accuse e le polemiche personali che, a suo dire, avrebbero caratterizzato parte del dibattito. «Non si costruisce un fronte comune con la calunnia o con tentativi di screditare chi ha lavorato per difendere il territorio», osserva.
Per la consigliera dem la priorità, in questa fase, dovrebbe essere quella di evitare ulteriori divisioni all’interno della comunità locale. «Fomentare il dissenso ideologico, alimentare lo scontro politico e accentuare le divisioni sociali non aiuta Riccia», afferma. Al contrario, secondo Fanelli, il territorio dovrebbe presentarsi «unito e compatto nella difesa del bene comune», a partire dalla tutela dell’ambiente.
«Noi abbiamo fatto e continueremo a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità – conclude – sempre nel rispetto della legge e con l’amore profondo che ci lega alla nostra terra. Un impegno che portiamo avanti nell’interesse di tutti i cittadini».





















