Il governatore Francesco Roberti e l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Di Lucente hanno incontrato ieri a Roma, il ceo di Stellantis Enlarged Europe, Emanuele Cappellano, per discutere del futuro degli investimenti dell’azienda in Molise.
L’incontro, ha sintetizzato a margine Roberti, è servito a condividere «le nostre preoccupazioni per la tenuta occupazionale dello stabilimento di Termoli e per quella delle tante aziende della filiera automotive colpite dalle conseguenze della crisi del comparto automotive europeo. È emersa piena condivisione circa la necessità e l’urgenza di mettere mano alle normative europee relative alle emissioni CO2 che hanno contribuito a mettere in ginocchio l’industria, puntando su una piena neutralità tecnologica oltre il 2035, sull’attenzione da porre ai segmenti dei veicoli commerciali leggeri e delle piccole auto, particolarmente significativi per il nostro Paese, sul rinnovo del parco circolante europeo, e su una ritrovata attenzione alla componentistica made in Europe per rilanciare le nostre eccellenze locali».
Ribadita la richiesta di «garantire un futuro sostenibile per lo stabilimento di Termoli, confermando come le istituzioni regionali, in cooperazione con quelle nazionali con cui siamo in costante contatto, siano disponibili ad accompagnare ogni soluzione volta a garantire la piena continuità operativa dello stabilimento termolese e la crescita del territorio. “Apprezziamo la disponibilità e l’apertura mostrata da parte dell’azienda a proseguire in un dialogo costruttivo, ma restiamo vigili in attesa di risposte concrete che confidiamo possano arrivare nei primi mesi del prossimo anno – ha concluso il governatore – Un dato è certo dopo l’incontro di oggi (ieri, ndr): lo stabilimento di Termoli resta un punto rilevante nel piano industriale dell’azienda».
Intanto, dopo la provocazione lanciata dal regista termolese di Propaganda Live Pierfrancesco Citriniti, arrivano i primi riscontri all’ipotesi BYD. Secondo il consigliere regionale 5s Roberto Gravina, l’azienda cinese, che vede advisor europeo uno che il mondo ex Fiat lo conosce benissimo, come Alfredo Altavilla, valuta l’Italia per la sua nuova fabbrica. Per questo, l’esponente pentastellato ribadisce: «La Regione Molise apra immediatamente una call internazionale, in raccordo con Governo e Mise, per manifestazioni di interesse rivolte agli investitori del settore automotive e delle batterie, a partire da BYD. È l’unico modo per dimostrare che il Molise vuole davvero giocarsi questa partita, mettendo a disposizione un percorso chiaro, trasparente e attrattivo per aziende globali che stanno valutando nuovi siti produttivi in Europa». Quindi rilancia la necessità di un’azione istituzionale immediata di fronte alle valutazioni in corso da parte di BYD, primo produttore mondiale di veicoli elettrici e plug-in, sull’apertura di una nuova fabbrica in Europa. «Un avviso pubblico internazionale – spiega Gravina – permetterebbe di chiarire quali strumenti la Regione è pronta a mettere sul tavolo per sostenere un investimento di questa portata, quali aree industriali sono immediatamente disponibili e quali misure si intendono adottare per superare ritardi infrastrutturali e autorizzativi. È un atto politico e amministrativo che può dare credibilità alla candidatura di Termoli con la necessaria partecipazione anche di Stellantis, proprietaria degli stabilimenti di Rivolta del Re, e che segnerebbe una netta differenza rispetto ai mesi di immobilismo che abbiamo denunciato». L’iniziativa, nelle intenzioni del consigliere M5S, dovrebbe essere costruita in strettissimo coordinamento con il Governo nazionale, così da offrire un quadro unitario e credibile agli investitori: incentivi, infrastrutture, semplificazioni, costo dell’energia calmierato per le imprese strategiche, percorsi di formazione e riqualificazione dei lavoratori. Entrambe le leve possono essere sostenute dalla politica regionale tramite fondi PR Molise 2021–2027e Fondo Sviluppo e Coesione (Fsc), consentendo di creare le condizioni industriali e professionali necessarie per attrarre investimenti globali e rafforzare la filiera locale. «L’annuncio fatto qualche mese fa da BYD secondo cui l’Italia sarebbe nella short list per ospitare la seconda fabbrica europea del gruppo, impone al Molise una reazione immediata e concreta. Se esiste anche solo una possibilità che il nostro Paese venga considerato per un investimento di questa portata, allora Regione e Governo nazionale devono chiarire senza esitazioni se Termoli possa essere candidata come sito produttivo strategico, anche valutando un eventuale subentro nel progetto della Gigafactory che Stellantis e Acc hanno praticamente accantonato». È quanto dichiara Gravina anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate al Sole 24 Ore dalla vicepresidente BYD, Stella Li, al Salone di Monaco qualche mese addietro. Dopo lo stabilimento in Ungheria, dedicato al citycar Dolphin Surf, BYD conferma quindi di voler aprire un secondo impianto europeo. L’Italia è tra le opzioni considerate, ma – ha precisato la vicepresidente Li – pesano costi energetici elevati, burocrazia e infrastrutture non competitive: gli stessi fattori che, già in passato, avevano portato Carlos Tavares (allora ad di Stellantis) a definire il nostro Paese “svantaggioso” per la produzione industriale.
«Queste dichiarazioni evidenziano ancora una volta ciò che continuiamo a chiedere da due anni: serve un piano nazionale sull’energia per l’automotive, capace di rendere l’Italia competitiva e attrattiva per investimenti di questa scala. Se vogliamo il futuro della Gigafactory a Termoli non bastano annunci o visite istituzionali: servono risposte concrete su costo dell’energia, tempi autorizzativi, infrastrutture di area industriale e formazione dei lavoratori». «È chiaro – prosegue Gravina – che BYD sta cercando ecosistemi industriali pronti, con una filiera in grado di rispondere alle richieste tecnologiche e logistiche. Termoli può rappresentare un’opzione credibile, con professionalità e competenze già presenti sul territorio. Ma qualcuno al Governo deve volerlo davvero. Servono scelte politiche chiare e tempestive». Il consigliere 5s torna poi sulle dichiarazioni del presidente Roberti, che più volte ha evocato l’esistenza di aziende interessate allo stabilimento di Termoli. «A questo punto – incalza – Roberti dica finalmente quali aziende sarebbero in dialogo con la Regione, che tipo di contatti sono stati avviati e in che stato è la candidatura del Molise. Non si può continuare a evocare soggetti indefiniti mentre nel frattempo grandi player globali come BYD annunciano nuove valutazioni di investimento. Se davvero il Molise ha partecipato a tavoli o interlocuzioni, la Giunta lo renda pubblico». Le parole di Stella Li – «L’Italia non è la nazione più competitiva per il costo dell’energia» – confermano, per Gravina, l’urgenza di un’azione forte da parte del Governo. «È necessario sapere se l’esecutivo nazionale ha riaperto un’interlocuzione con BYD, dopo quella avviata a inizio 2024 dal Governo Meloni. E soprattutto se intende mettere sul tavolo un pacchetto industriale serio che comprende: riduzione reale del costo dell’energia, infrastrutture dedicate, semplificazioni autorizzative, strumenti stabili per attrarre investimenti nel settore batterie ed EV e percorsi formativi strutturati per la filiera. Senza queste leve nessun investitore globale sceglierà l’Italia, e meno che mai il Molise. Continuare a perdere tempo significa regalare opportunità ad altri Paesi».

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