Una testimonianza drammatica, ma anche coraggiosa, quella con cui un cittadino residente a Termoli ha denunciato di essere stato vittima di un’aggressione a scopo di rapina.
«Nella notte del 1° gennaio la mia vita ha subito una brusca interruzione: tre ragazzi mi hanno aggredito con l’unico scopo di portarmi via il telefono. Non c’è stato un motivo, non c’è stata una parola, solo violenza improvvisa e gratuita. Il risultato è una semifrattura alla vertebra D8, 30 giorni di prognosi e un inizio d’anno che non augurerei a nessuno. In ospedale hanno provato a chiamare il mio numero: qualcuno ha risposto dicendo “Siamo a Piazza Sant’Antonio, siamo ubriachi e non possiamo pensare a voi”, poi più nulla. Da quel momento il telefono ha continuato a squillare, senza che nessuno si degnasse di rispondere o restituirlo. Essendo bloccato dal codice, non possono usarlo: è probabile che lo abbiano buttato via da qualche parte, magari in una strada, in un’aiuola, vicino a un muretto, in un angolo dove nessuno guarda. È un Redmi 12 nero, con una cover trasparente e un foglietto arancione all’interno. Per molti sarebbe solo un oggetto, ma per me rappresenta ricordi, messaggi, foto e frammenti di una persona che oggi non c’è più. Per questo chiedo a chiunque viva, passi o lavori nelle zone centrali di Termoli di prestare un attimo di attenzione: se lo trovate, anche per caso, vi prego di contattarmi. Non cerco vendetta, non cerco polemiche: voglio solo recuperare qualcosa che per me ha un valore affettivo enorme. Grazie a chi condividerà questo messaggio e a chi, anche solo leggendo, sceglierà di non voltarsi dall’altra parte».




























