Corso LIS, l’amministrazione punta sull’inclusione: ».Non esiste accoglienza turistica che non guardi ai bisogni delle persone». Non esiste un’accoglienza turistica che possa dirsi completa se non è in grado di intercettare anche i bisogni delle persone più fragili. È da questo presupposto che nasce il Corso di sensibilizzazione teorico alla LIS – Lingua dei Segni Italiana, presentato ufficialmente ieri mattina nella sala consiliare del Comune di Termoli e destinato a segnare l’avvio delle politiche per l’accessibilità nel 2026. Un progetto che l’amministrazione comunale rivendica come scelta precisa, non episodica, e che punta a rafforzare la qualità dell’accoglienza cittadina andando oltre la dimensione strettamente sociale, per toccare anche quella turistica, culturale e dei servizi essenziali. «Non c’è un’accoglienza turistica che non possa guardare ai problemi delle persone che arrivano nella nostra città», ha spiegato il vicesindaco e assessore al Turismo e alla Cultura Michele Barile, chiarendo il senso politico dell’iniziativa. «L’obiettivo di questo corso è ampliare l’offerta di accoglienza che Termoli riserva ai tanti turisti che, anno dopo anno, scelgono la nostra città. È un segnale che, come amministrazione, abbiamo voluto dare per rafforzare l’idea di una Termoli accogliente e inclusiva». Il corso, organizzato dal Comune di Termoli in collaborazione con la Pro Loco cittadina e con il patrocinio di ANILIS – Associazione Nazionale Interpreti LIS, è rivolto a una platea ampia e strategica: operatori turistici, albergatori, ristoratori, guide turistiche, forze dell’ordine, operatori sanitari e addetti al primo soccorso. Una scelta tutt’altro che casuale. «Abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere anche il primo soccorso e le forze dell’ordine – ha sottolineato Barile – perché sono parte integrante dell’accoglienza, soprattutto durante eventi e momenti di grande afflusso. Sono figure che operano quotidianamente sul territorio e che spesso rappresentano il primo contatto per chi arriva a Termoli». Il percorso formativo prevede due moduli da 20 ore ciascuno, per un totale di 40 partecipanti, suddivisi in due gruppi da 20. «Questo è solo l’inizio – ha aggiunto il vicesindaco –. Continueremo nel corso dell’anno con altri moduli e prevediamo di ampliare ulteriormente la platea dei fruitori. L’interesse che questi primi due moduli hanno già suscitato nella collettività ci conferma che abbiamo intrapreso la strada giusta». L’impulso all’iniziativa, come ha ammesso lo stesso Barile, è arrivato anche dal territorio. «Le prime sollecitazioni sono giunte soprattutto dalle guide turistiche e da alcune associazioni particolarmente attente alle disabilità uditive e sensoriali. Abbiamo raccolto questi spunti e li abbiamo trasformati in un progetto strutturato». Accanto alla dimensione turistica, il corso ha una forte valenza sociale, come ha evidenziato l’assessore alle Politiche sociali Mariella Vaino, che ha parlato apertamente di una lacuna da colmare. «Presento questo corso con grande emozione – ha dichiarato – perché da tempo, insieme al sindaco e al vicesindaco, sentivamo la necessità di attivare percorsi di questo tipo. Esistono ancora grandi carenze e per rendere Termoli una città davvero inclusiva servono formazione e sensibilizzazione». Vaino ha richiamato l’attenzione su una realtà spesso sottovalutata. «Nel nostro territorio ci sono diversi cittadini sordi e, allo stesso tempo, tanti turisti che arrivano a Termoli e si trovano in difficoltà. Pensiamo a una persona sorda che si reca al pronto soccorso: è fondamentale che trovi un operatore in grado di accoglierla e comprenderne le esigenze anche senza parole».
Proprio su questo aspetto insiste il valore trasversale del corso, che supera i confini del sociale per incidere sui servizi essenziali. «Abbiamo voluto coinvolgere forze dell’ordine e operatori sanitari – ha aggiunto Vaino – perché sono figure chiave nei momenti di bisogno. Questo corso è un primo passo, ma ne seguiranno altri». Elemento centrale del progetto è la formazione affidata a Diletta Coppola, interprete LIS e docente universitaria, che ha espresso soddisfazione per l’avvio del percorso. «Sono contenta di dare finalmente vita a un progetto in cui ho creduto fin dall’inizio e che ha trovato piena accoglienza da parte dell’amministrazione comunale di Termoli», ha affermato. Coppola ha chiarito che non si tratta di un semplice corso informativo, ma di un vero avvicinamento a una lingua e a una comunità. «Parliamo di un corso di sensibilizzazione teorico alla lingua dei segni che speriamo possa aprire la strada ad altre iniziative. L’accoglienza non può prescindere da questi obiettivi, soprattutto in una città a vocazione turistica». Nel suo intervento, la docente ha posto l’accento su una condizione spesso invisibile. «Le persone sorde nascono in Italia, sono cittadini italiani, ma troppo spesso vivono come stranieri in patria. Le difficoltà di comunicazione creano barriere enormi. Una città che si definisce accogliente deve avvicinarsi ai bisogni di queste persone, riconoscendo anche la loro differenza linguistica». Quanto al quadro della comunità sorda, Coppola ha evidenziato la complessità delle situazioni. «Esistono realtà molto diverse: persone che comunicano oralmente grazie alla logopedia, altre che utilizzano prevalentemente la LIS. Ogni contesto è una sfida, ma anche un’opportunità di crescita. Sarà interessante e stimolante lavorare qui a Termoli». Il corso si svolgerà presso l’auditorium di via Elba e alternerà una parte teorica a una forte componente pratica, per rendere immediatamente spendibili le competenze acquisite. Per l’amministrazione comunale, il corso LIS non è un episodio isolato, ma il primo tassello di una strategia più ampia. «Vogliamo continuare a investire sulla formazione degli operatori – ha concluso Barile – perché l’inclusione non è uno slogan, ma una responsabilità concreta. E Termoli deve dimostrare di esserne all’altezza».

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