Il Governo interviene sull’emergenza che sta travolgendo il comparto ittico con un credito d’imposta del 20% sull’acquisto dei carburanti, ma dalle marinerie – e in particolare da Termoli – arriva un segnale netto: è un primo passo, ma non sufficiente a fermare la mobilitazione. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, prevede uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro per i mesi di marzo, aprile e maggio 2026 e punta ad alleggerire il peso dell’impennata dei costi energetici che sta mettendo a rischio la sostenibilità economica delle imprese della pesca. «Il Governo dà un sostegno concreto al settore ittico italiano, con il credito di imposta del 20% per l’acquisto dei carburanti. A partire da domani le nostre marinerie, i nostri pescatori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a far lavorare le imbarcazioni. È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese ittiche che sui cittadini che potranno continuare a scegliere cibo di qualità senza ulteriori aumenti derivanti dall’aumento dei costi di produzione», ha dichiarato Lollobrigida, rivendicando l’immediatezza dell’intervento inserito in un pacchetto più ampio a sostegno di famiglie e imprese colpite dalle tensioni internazionali sui prezzi energetici. Il credito d’imposta interviene su una delle principali voci di costo del settore, il carburante, il cui prezzo – secondo le associazioni – è aumentato anche oltre il 50% rispetto ai livelli pre-crisi, comprimendo drasticamente i margini e rendendo in molti casi antieconomica l’uscita in mare. Una situazione che ha spinto le organizzazioni di categoria a chiedere con forza misure urgenti, con il rischio concreto, più volte denunciato, di una paralisi delle attività con effetti su occupazione, indotto e disponibilità di prodotto ittico nazionale. Le reazioni al provvedimento sono complessivamente positive ma accompagnate da una richiesta unanime di interventi strutturali: Confcooperative Fedagripesca parla di un intervento «concreto e tempestivo» che consente alle imprese di continuare a operare salvaguardando occupazione e continuità produttiva, contribuendo anche a evitare rincari per i consumatori, ma sottolinea che deve rappresentare solo un punto di partenza; Unci AgroAlimentare, con il presidente Gennaro Scognamiglio, evidenzia come la misura consenta di mitigare l’impatto di aumenti ritenuti in parte legati anche a dinamiche speculative oltre che al contesto geopolitico internazionale; AGCI Pesca e Acquacoltura la definisce un primo sollievo ma insiste sulla necessità di una programmazione stabile; Federpesca parla di un «segnale importante», sottolineando la rapidità della risposta del Governo arrivata a pochi giorni dalla richiesta di un tavolo di crisi sull’emergenza energetica. In questo quadro si inserisce anche la posizione di Coldiretti Pesca Molise, che accoglie favorevolmente il credito d’imposta del 20% sui carburanti ma evidenzia la necessità di ulteriori interventi per contrastare le speculazioni e garantire condizioni eque alle imprese italiane rispetto alla concorrenza estera, sottolineando come la misura vada nella direzione sollecitata per fronteggiare l’impennata dei costi energetici e rappresenti un primo segnale concreto di attenzione verso un comparto strategico del Made in Italy agroalimentare duramente colpito dai rincari; il sostegno, spiegano dall’organizzazione, consente di alleggerire i costi di esercizio delle imbarcazioni, fortemente incisi dal gasolio, ma il caro carburante continua a influenzare enormemente il lavoro dei pescatori, costretti a sostenere costi di uscita in mare sempre più elevati mentre i ricavi non riescono a compensare l’aumento delle spese operative, con imprese che operano con margini sempre più ridotti e in alcuni casi in perdita, alimentando il rischio concreto di una progressiva riduzione dell’attività della flotta peschereccia nazionale con conseguenze economiche e sociali rilevanti per le comunità costiere. Proprio da Termoli, nei giorni scorsi, è arrivato uno dei segnali più forti della tensione che attraversa il comparto: l’assemblea al mercato ittico di mercoledì scorso ha visto una partecipazione ampia e determinata di pescatori, armatori e operatori della filiera, che hanno ribadito come il credito d’imposta rappresenti solo una delle quattro richieste avanzate congiuntamente dalle associazioni nazionali, certamente significativa ma non sufficiente a risolvere una crisi ormai strutturale, con il costo del carburante che incide in maniera determinante sui bilanci arrivando in alcuni casi a rendere insostenibili le uscite in mare, da cui la richiesta di interventi più incisivi e di una strategia complessiva di rilancio del settore. In Molise, e in particolare a Termoli, la pesca rappresenta un pilastro economico e sociale: operano circa 100 pescherecci con oltre 400 marittimi impiegati direttamente, a cui si aggiunge un indotto significativo che comprende cantieristica navale, manutenzione, forniture tecniche e commercializzazione del pescato, numeri che fotografano il peso strategico del comparto per una realtà come quella molisana, capace di garantire l’approvvigionamento di pesce di qualità sia per i consumatori locali sia per il settore della ristorazione. Il credito d’imposta al 20% interviene dunque su una criticità reale ma in maniera temporanea e limitata, con una copertura di tre mesi e risorse definite, configurandosi come misura emergenziale utile a tamponare la situazione ma non sufficiente a garantire stabilità nel lungo periodo, motivo per cui tutte le organizzazioni insistono sulla necessità di politiche strutturali che includano il rifinanziamento stabile degli strumenti di sostegno, interventi per contenere la volatilità dei prezzi energetici e accompagnamento alla transizione energetica per ridurre la dipendenza dal gasolio, mentre resta centrale anche il tema degli effetti lungo la filiera, perché senza interventi adeguati l’aumento dei costi rischia di scaricarsi sui prezzi al consumo, con conseguenze sulla domanda e sull’equilibrio del mercato, rendendo il sostegno alle imprese uno strumento anche per tutelare i consumatori e garantire continuità all’offerta di prodotto ittico nazionale. Nonostante le criticità, le associazioni riconoscono al Governo una certa rapidità di intervento, letta come segnale di attenzione e apertura al dialogo, ma il confronto dovrà necessariamente proseguire per costruire soluzioni durature, perché come ribadito anche da Coldiretti Pesca Molise sostenere le imprese della pesca significa difendere il lavoro dei pescatori, tutelare la produzione nazionale e garantire una filiera sostenibile e competitiva, un principio condiviso pienamente anche dalle marinerie di Termoli dove la mobilitazione resta aperta e la richiesta è chiara: non bastano misure temporanee, serve una strategia di lungo periodo capace di dare futuro a un comparto che rappresenta non solo economia ma identità e presidio dei territori costieri.

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