In un centro di piccole dimensioni come Trivento, dove i rapporti personali e istituzionali spesso si intrecciano, ogni atto amministrativo finisce inevitabilmente sotto la lente dell’opinione pubblica. È quanto sta accadendo in queste settimane dopo una determina dirigenziale del Comune che ha disposto l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un istruttore amministrativo nell’area degli Istruttori.
Il provvedimento, firmato dal responsabile del servizio finanziario, recepisce una delibera di giunta approvata il 30 dicembre scorso, in pieno periodo natalizio. A far discutere non è tanto il contenuto formale dell’atto, quanto il nome della persona individuata: si tratta della moglie dell’attuale sindaco Pavone.
L’assunzione è avvenuta tramite lo scorrimento di una graduatoria approvata nel marzo 2024, quando Pavone non era ancora primo cittadino. La candidata, risultata idonea, ha ottenuto il posto in seguito alla rinuncia del concorrente collocato in posizione precedente. Con la delibera di fine anno, l’esecutivo comunale ha quindi autorizzato lo scorrimento della graduatoria, passaggio che ha consentito la formalizzazione dell’assunzione.
Dal punto di vista procedurale, viene fatto notare che alla seduta di giunta non hanno partecipato né il sindaco né un altro componente legato da vincoli di parentela con la beneficiaria. Tuttavia, per il gruppo consiliare di opposizione “Trivento Sempre”, questo non basterebbe a escludere possibili profili di conflitto di interesse, almeno sotto il profilo dell’opportunità. La questione è stata messa nero su bianco in una lettera inviata al Comune, agli amministratori, al responsabile del settore e al segretario comunale, firmata dalla capogruppo Sandra Stinziani. Nella missiva si richiama anche una recente pronuncia del Consiglio di Stato (sentenza n. 4878 del 5 giugno 2025), che chiarisce i limiti dell’utilizzo delle graduatorie formate tramite interpello negli enti locali.
Secondo i giudici amministrativi, infatti, tali interpelli non danno vita a graduatorie permanenti e non consentono lo scorrimento automatico: ogni nuova assunzione richiede l’avvio di una procedura autonoma. Un principio che, secondo l’opposizione, potrebbe rendere illegittimi gli atti adottati dal Comune, tanto da chiedere l’annullamento in autotutela delle determine contestate. Al di là degli aspetti strettamente giuridici, resta sul tavolo anche una valutazione di carattere politico e istituzionale. In una realtà piccola come Trivento, osservano i consiglieri di minoranza, la trasparenza e la percezione di imparzialità diventano elementi fondamentali per tutelare la credibilità dell’ente. Ed è proprio su questo terreno, più ancora che su quello normativo, che la vicenda continua ad alimentare il dibattito cittadino.

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