Si è svolto ieri mattina, presso l’Hotel Dora di Pozzilli, l’incontro promosso dalla Uiltec Molise per fare il punto sui quattro anni trascorsi dalla chiusura dello stabilimento Unilever e ripercorrere il complesso cammino che ha portato al progetto di riconversione del sito produttivo.
All’iniziativa hanno preso parte il funzionario nazionale Uiltec, Salvatore Sini, che ha seguito l’intero iter istituzionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Di Lucente, rappresentanti delle aziende Seri Industrial e P2P, oltre ai lavoratori ex Unilever.
Nel corso dell’incontro, il sindacato ha ricostruito tutte le tappe che hanno segnato la lunga vertenza, illustrando il percorso che ha condotto alla definizione del piano di riconversione dello stabilimento di Pozzilli.
Ai microfoni di Teleregione, l’assessore Andrea Di Lucente, da subito impegnato nella tutela dei 58 lavoratori, ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento: «È un incontro a cui partecipo volentieri – ha spiegato – perché serve a chiarire la bontà del progetto. La scorsa settimana abbiamo tenuto una conferenza stampa direttamente in azienda, insieme ai lavoratori e all’imprenditore, per illustrare il cronoprogramma delle attività. A breve partiranno i primi passaggi operativi: l’imprenditore mi ha garantito che presenterà in questi giorni alla Zes le prime richieste di autorizzazione. Siamo relativamente tranquilli. Il nostro compito fino ad oggi è stato quello di portare a casa un risultato importante».
Di Lucente ha poi aggiunto che la fase che si apre ora sarà quella del controllo sul rispetto delle tempistiche: «Da oggi saremo i controllori del cronoprogramma, affinché vengano rispettati i tempi necessari per arrivare, entro la fine del 2027, ai primi giorni di produzione della nuova realtà industriale nella piana di Pozzilli».
Soddisfazione è stata espressa anche da Salvatore Sini, che ha seguito l’intera procedura fino alla firma degli accordi: «Credo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si è impegnato fino a questa fase: il sindacato locale, le istituzioni territoriali e quelle nazionali, che hanno avuto la pazienza di seguire una vertenza lunga, complessa e spesso messa a dura prova da problematiche e attacchi personali che nulla avevano a che fare con l’interesse dei lavoratori e di chi li rappresenta».
A ripercorrere le difficoltà incontrate negli ultimi quattro anni è stato infine Carlo Scarati, rappresentante regionale della Uiltec, che non ha nascosto l’amarezza per i numerosi ostacoli emersi lungo il percorso: «Ogni passaggio è stato accompagnato da nuove polemiche. Si è parlato di antimafia, di ricorsi al Tar, di accordi legati a Menarini. Tutti elementi che, una volta affrontati e risolti, avrebbero consentito di rimettere in ordine la situazione in tempi certi. E vi dico di più: le prossime contestazioni riguarderanno le autorizzazioni ambientali e, successivamente, le integrazioni. Per tre anni e mezzo si è sempre rincorso il problema. Se c’è stata una sigla che si è impegnata con determinazione per arrivare a una soluzione, insieme ad altri colleghi – e lo dico con forza -, siamo stati noi».

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