«Parlo oggi non solo come sindaco di Conca Casale, ma come padre e come cittadino di questa valle che è legata a Venafro, città che i casalesi vivono ogni giorno per lavoro, servizi, relazioni sociali. Una città che i nostri bambini sono costretti a frequentare quotidianamente per andare a scuola, respirando la stessa aria che da anni è oggetto di studi, allarmi e preoccupazioni diffuse». Questo il duro affondo del sindaco di Conca Casale, Riccardo Prete, per la gravissima situazione legata all’inquinamento della Piana di Venafro che fa registrare continui sforamenti ben oltre i limiti consentiti dalla legge.
«Nella Piana di Venafro – continua il primo cittadino di Conca Casale – sono stati documentati nel tempo livelli critici o, meglio, emergenziali di inquinamento atmosferico, con particolare riferimento a polveri sottili e particolato fine (ma non solo), in un contesto segnato dalla presenza di impianti industriali insalubri. Arpa Molise, come avviene ormai da anni e anni, anche per il 2025 ha certificato un numero di superamenti del limite giornaliero di PM10 superiore alle soglie consentite dalla normativa, segnale evidente di una pressione ambientale che non può più essere considerata fisiologica o tollerabile. Questa situazione è ancora più grave se si considera che Venafro è il polo scolastico di riferimento per i nostri ragazzi (e anomalia tra le anomalie qui c’è una delle arterie più importanti della regione che taglia in due la città proprio nel punto in cui insiste un’importante scuola). Parliamo di bambini e adolescenti che trascorrono lì molte ore al giorno, in età di particolare vulnerabilità agli inquinanti atmosferici. Gli studi epidemiologici condotti nell’area venafrana hanno già evidenziato la necessità di approfondire il possibile nesso tra esposizione cronica agli inquinanti e ricadute sulla salute, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Come sindaco di Conca Casale adesso chiedo con più forza che mai che si passi finalmente dalla fase di studio e analisi a quella delle azioni. Tutti gli enti preposti adesso la devono smettere di fare ‘melina’ e passare alla fase di definizione di una strategia di riduzione delle emissioni nel breve, anzi brevissimo periodo, dando priorità assoluta alla tutela della salute dei bambini. In una situazione come quella che vive la Piana di Venafro non c’è più tempo (che in realtà ormai è scaduto da anni) per continuare ad approfondire le cause dell’inquinamento senza, nel contempo, iniziare a muoversi per arginare il gravissimo fenomeno. Se non c’è unanimità, perché non avviare un programma di riduzione di tutte le fonti, soprattutto nel periodo invernale che è quello che presenta le più gravi criticità? Non si può continuare a rimandare perché si attende di trovare la soluzione ideale (rischiando di fare la fine dell’asino di Buridano), che non si trova ormai da decenni mentre le persone continuano ad ammalarsi e morire. Le comunità di montagna come la nostra – incalza Riccardo Prete – hanno già dimostrato spirito di collaborazione, su tanti fronti come ad esempio sul fronte della raccolta differenziata e delle politiche ambientali. Oggi chiediamo che quello stesso senso di responsabilità guidi ogni scelta sulla qualità dell’aria: non si tratta di allarmismo, ma di applicare il principio di precauzione e di anteporre il diritto alla salute a qualsiasi altro interesse. Come sindaco di Conca Casale – conclude – continuerò a sostenere, in ogni sede istituzionale, la richiesta di verità sui dati, trasparenza nelle decisioni e soprattutto interventi concreti, perché (in particolar modo) i bambini possano frequentare le scuole a Venafro respirando aria più pulita e vivendo in un ambiente più sano».
M.F.

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