Si è tenuta ieri mattina, presso la sala consiliare di Palazzo Cimorelli, la tanto attesa tavola rotonda sull’emergenza ambientale.
Un confronto tecnico-istituzionale che è servito per fare il punto della situazione su quanto è stato fatto e su quanto si dovrà fare per tentare di risolvere la questione inquinamento della Piana di Venafro.
C’era attesa per l’intervento del viceministro all’Ambiente e alla Sicurezza energetica della Lega, Vannia Gava. L’esponente del partito di Salvini ha annunciato lo stanziamento da parte del governo di cinque milioni di euro destinati alla Regione Molise come incentivo per cambiare gli impianti di riscaldamento domestici antiquati e per un’ulteriore serie di interventi in questo senso per avere emissioni minori.
Il viceministro poi ha anticipato che «saranno calibrati sugli studi effettuati. Agevolare la mobilità sostenibile è una soluzione, ma serve l’infrastruttura ed è qualcosa da mettere in atto in sinergia tra tutti gli enti», ha aggiunto la rappresentante dell’esecutivo nazionale. All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Regione, Francesco Roberti, il consigliere delegato all’Ambiente, Roberto Di Baggio, i sindaci di numerosi Comuni della Piana di Venafro, il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, l’europarlamentare Aldo Patriciello e l’associazione Mamme per la Salute.
Il sindaco di Venafro Alfredo Ricci, nel prendere atto degli impegni assunti al tavolo istituzionale, ha sottolineato che occorre lavorare insieme e passare dalla fase dei buoni propositi alla fase della concretezza.
Il presidente della Regione, Francesco Roberti, ha sottolineato come la complessità della situazione richieda interventi strutturali e una visione di medio lungo periodo: «Servirà tempo – ha spiegato – ma abbiamo risorse e una progettualità chiara».
Tra i punti cardine indicati dal presidente Roberti «il superamento dei sistemi a combustione tradizionali, la promozione delle fonti rinnovabili, l’efficientamento energetico e un monitoraggio puntuale delle aziende più attenzionate, anche attraverso sistemi di telecontrollo. Centrale anche il tema della mobilità, con il progetto di bypass per collegare la A1 ed evitare il traffico nel centro abitato di Venafro, insieme alla diffusione di forme di mobilità alternativa».
Il presidente della Regione ha inoltre ribadito la necessità di «coinvolgere le aziende maggiormente impattanti in un percorso annuale di miglioramento della qualità dell’aria, arrivando, se necessario, anche alla riduzione della produzione in caso di sforamenti dei limiti. L’obiettivo è ottenere risultati concreti nell’arco di cinque sei anni, il tempo necessario per poter intravedere i risultati di questa programmazione».
Il governatore, a fine incontro, si è soffermato a parlare con alcuni cittadini, che hanno chiesto con forza la risoluzione della problematica che interessa la Piana di Venafro e alcune zone in particolar modo.
Il consigliere regionale con delega all’Ambiente, Roberto Di Baggio, ha ricordato il lavoro costante svolto dalla Commissione ambiente e gli importanti investimenti regionali destinati alla Piana di Venafro.
«Abbiamo puntato molto su studio e monitoraggio – ha affermato – finanziando l’Arpa Molise anche con l’utilizzo di centraline mobili».
Accanto alle attività di controllo, Di Baggio ha evidenziato la necessità di interventi strutturali per migliorare la qualità dell’aria e il coinvolgimento attivo dei cittadini, che possono segnalare situazioni critiche attraverso un’applicazione su Telegram con dati trasmessi direttamente all’Arpa. È stato inoltre richiamato l’accordo quadro per il finanziamento di interventi privati, come la sostituzione delle caldaie a biomassa, individuate tra le concause degli sforamenti.
Sul piano tecnico-amministrativo è intervenuto il dirigente del Servizio Tutela Ambientale della Regione Molise, Leonardo Giuliano, che ha illustrato il lavoro svolto in termini di risorse, concertazione con le associazioni e collaborazione con Arpa Molise. Particolare attenzione è stata dedicata alla revisione del Priamo, piano oggetto di rilievi da parte del Tar per alcune criticità relative alla Piana di Venafro.
«Abbiamo riavviato il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica – ha spiegato – per giungere alla riapprovazione delle misure richieste».
Giuliano ha inoltre annunciato l’avvio di conferenze di servizi e un importante pacchetto di finanziamenti Fsc: una parte destinata, tramite convenzione con Arpa, al potenziamento delle attrezzature di monitoraggio, e un’altra per interventi infrastrutturali legati in particolare al sistema della viabilità.
La tavola rotonda ha confermato la volontà condivisa delle istituzioni di affrontare l’emergenza ambientale della Piana di Venafro con un approccio integrato, basato su monitoraggio, prevenzione, investimenti infrastrutturali e cambiamento delle abitudini, nella prospettiva di una tutela duratura della salute e dell’ambiente.

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