Il fascicolo sulla gestione dei fondi pubblici in Molise continua a riempirsi di elementi utili alle indagini della Squadra Mobile di Campobasso. E dalle indiscrezioni che trapelano pare che l’inchiesta stia infilando il binario sempre più certo della corruzione. È questo il reato ipotizzato dalla procura di Campobasso che nel registro degli indagati avrebbe già iscritto almeno 10 persone. Ieri mattina gli uomini della Questura di Campobasso, insieme al dirigente Giuseppe Annicchiarico, sono tornati nella sede della giunta regionale di Via Genova per prelevare i documenti che avevano richiesto qualche giorno fa, quando scattò l’ultima di una serie di incursioni che i poliziotti hanno tenuto a tamburo battente in varie sedi istituzionali e non. Cinque blitz in due giorni per raccogliere documenti e “atti specifici” relativi alle spese di gestione, ad una serie di contratti, concorsi e consulenze. Materiale cartaceo ma anche informativo. Gli uomini della Mobile hanno fotocopiato centinaia e centinaia di documenti, copiato decine di file e portato via hard disk che dovrebbero dare risposte alle domande che gli investigatori si sono posti in questi mesi. Si parla di un’inchiesta che non ha precedenti in Molise e che potrebbe cambiare il corso della storia per quel che concerne – è ovvio – la gestione del denaro pubblico. Corruzione, dunque, uno dei reati più gravi connesso alla pubblica amministrazione, che consiste nel derogare e nell’indurre a derogare ai doveri d’ufficio in cambio di denaro o di altri vantaggi personali. Ma chi ha corrotto chi è ancora impossibile saperlo. È su questo che si sta facendo luce e soprattutto sulle dinamiche che anche in questa regione potrebbero aver creato quel cerchio magico che potrebbe essere spezzato nelle prossime settimane con i provvedimenti che la Procura di Campobasso potrebbe chiedere a carico degli indagati


























