Ancora una volta un furto di cavi elettrici a Campomarino. I ladri di rame sono tornati in azione dopo la mezzanotte tra domenica e lunedì 7 gennaio ed hanno portato via ben duemila metri di cavi dall’impianto di illuminazione pubblica in contrada Ramitelli. In passato in questa contrada sono avvenuti episodi simili. I residenti sono rimasti al buio, in quanto è saltata la corrente elettrica. Naturalmente il locale Comando Carabinieri sta indagando per risalire ai responsabili. La corsa all’oro rosso in questi ultimi anni ha raggiunto dimensioni preoccupanti e questo paese sta entrando nell’occhio del ciclone. Un fenomeno che a livello nazionale si è manifestato per la prima volta nel 2008, ha avuto una recrudescenza nel 2010 dovuta a un repentino aumento delle prezzo del rame, che nel corso dell’anno è raddoppiato. Il rame è diventato a tutti gli effetti un tesoro che fa gola alle organizzazioni criminali. Oltre a essere considerato il miglior conduttore elettrico e termico dopo l’argento, è resistente alla corrosione, robusto e flessibile e può essere riciclato al 100% senza perdere le sue capacità. Non è magnetico, è facilmente lavorabile e duttile. Inoltre, è batteriostatico, cioè combatte la proliferazione dei batteri sulla sua superficie; è impermeabile ai gas ed è facilmente piegabile, e non invecchia se esposto alla radiazione solare. Ha un’area di esportazione vastissima: è richiesto dall’Europa dell’Est, in particolare Polonia, Germania, Austria e Ungheria, fino in Cina e in India. La filiera di questo mercato è vasta e molto organizzata: piccoli ladri rubano il rame che poi lo rivendono a rottamai e grossisti fino a cinque euro al chilo. Da qui, il metallo viene spedito in fonderia oppure lavorato sul posto. Una volta trasformato in anonime barre, il rame viene esportato all’estero, dove viene rivenduto e rimesso nelle diverse catene riproduttive. Il metallo viene lavorato, trasformato, riutilizzato in videogiochi, telofonini di ultima generazione o nei cavi che alimentano gli impianti fotovoltaici di mezzo mondo. E’ possibile, inoltre, che il rame esportato rientri in patria e venga rivenduto all’interno di altri oggetti. Andando avanti negli anni il problema sarà sempre maggiore perchè c’è sempre più richiesta e naturalmente in contropartita aumento di costo.



























