C’era davvero tutto il paese ieri davanti e dentro la chiesa della Madonna del Carmine a Portocannone, luogo di culto troppo piccolo per contenere le centinaia e centinaia di persone che non sono volute mancare ai funerali del 35enne Raffaele Casolino, il giovane fioraio che si è tolto la vita nella notte tra lunedì e martedì. L’applauso della folla ha interrotto più volte la celebrazione dei funerali. Troppa la commozione nei presenti, con una comunità avvinta dal dolore. Il carro funebre è arrivato alle 15, nonostante si fosse diffusa la notizia di un anticipo di mezz’ora della funzione religiosa, ma era vuoto, dietro la macchina la bara portata a spalla dai suoi amici, che attraversato la folla in un silenzio assordante. Il lutto cittadino proclamato dal sindaco Luigi Mascio è stato il suggello formale a un sentimento comune, quello che ha unito in un unico abbraccio la comunità di Portocannone al feretro di Raffaele Casolino e ai suoi familiari, in primis la madre. Tantissimi gli amici, rientrati anche da fuori sede, dove lavorano e studiano. La funzione è stata officiata da don Adamo Manes, insieme a lui concelebravano don Giovanni D’Addario, don Michele Di Legge, don Elio Benedetto, don Gianfranco Mastroberardino e don Vladimiro, e quello che ha colpito al di là della moltitudine di gente è stata la presenza massiccia della componente Unitalsi, con decine di disabili in carrozzella che hanno sfidato i disagi logistici e il freddo pur di fare l’ultimo saluto a Raffaele, tanto che uno dei responsabili della sottosezione di Termoli, il campomarinese Martino Colucci ha ricordato l’impegno, la passione, l’amore e la devozione che aveva Raffaele verso gli ammalati e i portatori di handicap che accompagnava ogni anno col treno bianco a Lourdes. Nei pannelli dei manifesti funebri decine le adesioni al lutto, con parecchi coetanei e compagni a chiamarlo semplicemente Ra o Raf, tanta era l’empatia con cui si frequentavano. “Un ragazzo amatissimo, solare, sorridente e generoso” apprezzato da tutta la comunità è il giudizio unanime di tutta la cittadina, un giudizio unanime, intonato come un coro in cattedrale. La morte di questo giovane uomo buono, d’oro, perfetto ha suscitato amarezza dolore profondo, tanto da spingere il primo cittadino a indire il lutto, in segno di dolore collettivo e vicinanza alla famiglia e in modo particolare alla madre del ragazzo. Un giovane uomo impegnato nel sociale, un ragazzo che riusciva a cambiare i pannolini alle vecchiette inferme con la naturalezza di chi sta facendo la cosa più gratificante del mondo. Una notizia agghiacciante che ha immediatamente fatto il giro del paese, passando di telefono in telefono, nelle strade e nei bar dove non si parlato d’altro, dei negozi. La notizia è persino sulla bacheca di facebook, intrisa di saluti e di un grandissimo stupore, uno stupore sbalorditivo e sbigottito. Uno che piaceva a tutti: ai bambini, ai giovani, agli uomini come alle donne, persino ai vecchi, tanto che il suo suicidio è un tale dolore generale per la comunità di Portocannone che si riscopre più sola, e più disorientata. Ieri l’ultimo saluto a quell’uomo amato da tutti … un addio che non riesce a trovare le parole giuste, abbraccio senza confini, sì perché erano presenti anche extracomunitari molto commossi con occhi pieni di lacrime che non vogliono saperne di fermarsi. Intanto, lo stesso sindaco Mascio dubita che le motivazioni siano riconducibili esclusivamente all’esposizione finanziaria, poiché secondo le informarzioni in suo possesso la situazione complessiva di casa Casolino non era così negativa. Anche se l’ultimo sguardo che abbiamo dato andando via da Portocannone è stato a quel triste, spoglio, negozio ‘Il giardino dell’eden’, con ancora l’insegna ma null’altro, quell’attività che aveva chiuso da poco e che aveva originato in parte i problemi da cui era afflitto.

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