Sono le 8:45 del mattino. Il blindato ha appena consegnato il denaro all’ufficio postale di Castelpetroso nel giorno di pagamento delle pensioni. All’interno il cassiere ed una decina di persone in fila per ritirare i soldi.
Sulla scena, tra la nebbia, fanno irruzione due persone, incappucciate ed armate di pistola. Un malvivente, a quanto pare simulando d’esser donna, all’interno della filiale. L’altro resta sull’uscio a controllare la situazione. Senza proferire parola il bandito si fa consegnare il sacco contenente il denaro. Poi, con un frullino, tenta senza esito di forzare la cassaforte per rimpinguare il bottino. Desiste immediatamente e guadagna l’uscita. L’azione è fulminea. I Carabinieri di Castelpetroso, titolari delle indagini, stimano che non sia durata più di 120 secondi.
I banditi fuggono sgommando a bordo di una Punto Nera sotto lo sguardo attonito dei presenti in direzione di Guasto, frazione di Castelpetroso. L’impiegato a questo punto si rivolge al 112. Il maresciallo Meomartino, giunto sul posto in pochi minuti, raccoglie le deposizioni del cassiere e dei pensionati che hanno assistito, terrorizzati, alla rapina. Secondo le deposizioni raccolte il bandito che ha prelevato il sacco pur indossando una parrucca femminile, sarebbe stato tradito da lunghe basette nere che sbucavano dal cappuccio che avrebbero svelato la sua identità.
A distanza di poche centinaia di metri, in un sentiero, viene rinvenuta la Punto completamente bruciata utilizzata per il colpo. Dalla targa si scoprirà che a novembre era stata rubata a Capistrello, in provincia dell’Aquila.
Gli uomini dell’arma ipotizzano pertanto che la coppia di banditi possa essere abruzzese.
Scattano i posti di blocco su tutto il territorio della Provincia ma dei fuggitivi nessuna traccia. In quel sentiero dove è stata rinvenuta l’utilitaria probabilmente c’era un terzo uomo ad attenderli per una fuga pianificata in ogni dettaglio.
Magro il bottino: all’incirca 4.000 euro.
L’impiegato, dopo il colpo, ha accusato un lieve malore ed è stato soccorso sul posto. Per tutta la mattinata anche la Polizia Postale e la Squadra Mobile di Isernia hanno lavorato senza sosta alla ricerca di eventuali indizi che possano aiutare le forze dell’ordine nell’individuazione dei malviventi.























