Ci sono importanti novità nell’inchiesta sui medicinali e presidi sanitari scaduti e contraffatti che sta interessando gli ospedali molisani. La nuova ipotesi di reato è di truffa ai danni dell’erario e nel mirino dei Nas e della Procura di Larino, dopo il titolare e l’agente di rappresentanza delle due ditte abruzzesi accusati di frode in pubbliche forniture e di commercio di materiali pericolosi, sembra essere entrata anche la Asrem. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti pare sia finito anche il Centro Unico di Acquisto di Isernia, l’ufficio deputato all’approvvigionamento dei farmaci e dei presidi sanitari per tutti gli ospedali del Molise. Proprio ad Isernia, venerdì scorso i militari del Nucleo Anti Sofisticazioni si sono recati all’ospedale Veneziale, dove non sono stati rinvenuti farmaci e presidi sanitari provenienti dalle due ditte sotto inchiesta, ma le fatture di acquisto del materiale. Dai primi riscontri, sembrerebbe infatti che la Asrem, da anni, acquistasse medicine e dispositivi a prezzi notevolmente superiori a quelli di mercato, nonostante l’obiettivo del Centro Unico di Acquisti dell’Asrem sia proprio quello del risparmio, attraverso l’acquisto di grosse partite, capaci di soddisfare le richieste dei nosocomi molisani. Prezzi talmente esagerati da far scattare un campanello di allarme nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino, sui quali i Nas stanno ora indagando. Addirittura, per alcuni dispositivi, pare che il costo di acquisto fosse anche dieci volte superiore ed ora bisognerà accertare se esistono gli elementi per l’accusa di truffa ai danni dell’erario e soprattutto a carico di chi. Così, giorno dopo giorno, l’attività investigativa dei Nas sta portando alla luce risvolti sempre più sconcertanti sull’intera vicenda. Non bastava infatti aver scoperto che negli ospedali di Larino, Termoli e Campobasso fossero presenti disinfettanti, cateteri, valvole, tubi drenanti, maschere per ossigeno, garze cerotti e quant’altro non solo scaduti, ma addirittura contraffatti, rietichettati e rivenduti come nuovi. Ora si apre anche un secondo ed altrettanto filone di indagine che potrebbe portare ad accertare nuove e pesantissime ipotesi di reato, in ordine al prezzo di acquisto del materiale sanitario, nonostante la presenza di un ufficio dell’Asrem, il Centro Unico per gli Acquisti, creato e reso operativo con l’unico obiettivo di far risparmiare soldi alla già disastrata sanità regionale. Gli inquirenti non si sbottonano e le indagini restano coperte dal segreto istruttorio, ma le indiscrezioni parlano di importanti novità in arrivo, già nelle prossime ore.

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