Il 52enne originario di Cercemaggiore, dipendente della Provincia di Campobasso (V.M. sono le iniziali rispettivamente del nome e del cognome), è stato già interrogato dal Gip del tribunale di Napoli. L’uomo è uno dei quattro arrestati con l’accusa di atti sessuali su una bambina di 7 anni “venduta” dalla madre tossicodipendente. L’impiegato, difeso dall’avvocato Erminio Roberto del foro di Campobasso, ha negato ogni addebito e respinto tutte le accuse. Il suo legale è pronto a presentare istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame partenopeo. Il 45enne camionista di Cercepiccola, anch’egli rinchiuso nel carcere di Poggioreale, pare sia difeso, invece, da un avvocato del foro di Napoli. Nella stessa casa circondariale, in regime di isolamento, ci sono anche la madre della piccola (una 32enne campana e tossicodipendente) e il compagno (37 anni, napoletano e pure lui con problemi di droga). Questa orrenda storia di abusi e soprusi, la cui unica vittima è una bambina di soli 7 anni, nasce dall’impellenza dei due (madre della vittima e compagno) di procurarsi la droga. Secondo quanto emerso dalle indagini, la 32enne era solita ‘vendere’ la figlia per procurarsi il denaro necessario ad acquistare stupefacenti per se stessa e per il compagno (che non sarebbe fra l’altro il padre naturale della piccola). Anzi, sembra che anche lui abbia abusato della bambina con il consenso della madre. Secondo l’accusa i due quando erano sotto l’effetto degli stupefacenti erano soliti sottoporla a diverse sopraffazioni.



























