L’area è transennata con il nastro a strisce bianche e rosse dei carabinieri. Poi c’è un foglio che attesta che è in atto un “sequestro probatorio ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale”.
L’impianto della Sopea non è stato riaperto e probabilmente resterà chiuso ancora per un po’ ma almeno la strada che dalle spalle del centro commerciale Monforte conduce a Ripalimosani è stata riaperta dopo due giorni di divieto. E due giorni ci sono voluti anche per fermare la fuga di gpl dal distributore che si trova nella zona industriale di Campobasso ma vicinissimo a decine di attività commerciali che per 48 ore, vale a dire da quando è stato chiuso il rettilineo, hanno dovuto abbassare le saracinesche. Un disagio per la viabilità ma anche per i titolari delle attività che si sono trovate senza aprire i registratori di cassa in un periodo di saldi e per giunta nel fine settimana. Mancati guadagni che saranno quantificati nei prossimi giorni.
Oltre alle attività sono state evacuate anche le abitazioni che si trovano nell’area interessata alla fuoriuscita perché la falla che si è aperta nella cisterna del gas della Sopea continuava a perdere e la paura che potesse divampare un incendio o che addirittura potesse accadere un’esplosione sembrava ipotizzabile.
Sul posto anche una squadra specializzata di vigili del fuoco di Roma allertata per far fronte all’emergenza che poi è rientrata quando i tecnici sono riusciti a travasare i 24mila litri di gas in una cisterna sicura.
























