False fatture per abbattere i ricavi e beneficiare di considerevoli risparmi di imposta, praticando quindi prezzi competitivi nel settore dei servizi di pulizia e attività connesse: così tre aziende hanno messo in atto una frode fiscale da circa 11 milioni e 500mila euro scoperta dalla Guardia di finanza del capoluogo che ha denunciato all’autorità giudiziaria cinque persone.
Dalle indagini sono emerse responsabilità a carico di un’impresa capofila e due satelliti che tra il 2007 e il 2010 hanno prodotto e utilizzato false fatturazioni. Al vertice della ditta ‘principale’ c’era un 34enne di Campobasso che, secondo le Fiamme gialle, aveva affidato la responsabilità amministrativa delle due imprese satelliti a lui riconducibili ad altrettanti nullatenenti, tra cui un cittadino extracomunitario attualmente irreperibile e un 58enne rintracciato dai militari in una vecchia e fatiscente roulotte sistemata in un’area periferica del capoluogo.
L’accusa mossa dagli inquirenti è di emissione di fatture inesistenti, omesso versamento di Iva, omessa dichiarazione e dichiarazione fraudolenta.

 

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