Ci sono indagati ‘eccellenti’ nell’inchiesta della procura di Larino sulle indennità liquidate ai medici di base. Tra i quattro medici al centro delle indagini c’è il sindaco di Larino, Guglielmo Giardino e il suo vice Giovanni Quici. Tra i cinque dipendenti Asrem ci sono il direttore generale, Angelo Percopo, quello sanitario, Giancarlo Paglione, quello amministrativo, Gianfranca Testa. Con altri tre medici – Vincelli, Sabusco e Gabriele – e il funzionario Asrem Giuseppe Di Lena sono tutti indagati per reati che vanno dalla truffa al falso. Alcuni di loro, secondo quanto emerso dalle indagini, usavano locali della Rsa dell’ospedale civile ‘Vietri’ anziché uno studio a loro spese; altri, come il sindaco di Larino, che figurava tra i medici costituitisi in associazione per praticare la medicina di gruppo e fornire un servizio completo e in orario continuato agli assistiti, avrebbero percepito indennità per un qualcosa che non avrebbero erogato e del quale i pazienti non erano a conoscenza. “La medicina di base è una medicina convenzionata sostanzialmente è un’attività di tipo privato. Il medico di base paga per il proprio ambulatorio. Qui invece – ha spiegato durante una conferenza stampa il procuratore Ludovico Vaccaro – veniva utilizzata una struttura pubblica che è stata data graziosamente a questi medici senza che l’Asrem avesse alcun tipo di beneficio. Tant’è che sono stati chiesti ed ottenuti i sequestri dei locali”.
C’é stato anche un altro episodio oggetto di contestazione. Ad un certo punto, ad indagini avviate, si è cercato di dare una copertura a questa attività concessa in maniera gratuita attraverso una delibera con la quale si parlava di attività in via sperimentale per sei mesi. Per la Procura, il danno arrecato allo Stato è di 100mila euro.
L’obiettivo della Procura è quello di sanzionare da un punto di vista patrimoniale e per tale motivo sono stati effettuati i sequestri preventivi. Sono state infatti requisite le auto dei sanitari e tutte le somme ancora in corso di erogazione da parte dell’Asrem.
























