La Corte dei Conti, grazie ad un recente decreto varato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, può controllare i bilanci dei gruppi consiliari. Nel Molise i magistrati si sono messi subito all’opera e anno contestato le spese fatte da tutti, nessuno escluso, i 17 gruppi di Palazzo Moffa nel 2012. E i consiglieri della passata legislatura, avvocati e collaboratori, si sono dovuti presentare davanti ai togati per una udienza pubblica nella sede di via Garibaldi Campobasso. Uno ad uno per giustificare le spese che, secondo i giudici, non sono sufficientemente rendicontate con la documentazione presentata.
Alcuni hanno scelto di esserci personalmente, si sono visti tra gli altri Bizzarro, Ciocca, Niro e Di Donato, altri hanno inviato i loro legali, c’erano tra questi gli avvocati di Iorio e Frattura. Tutti si sono dovuti difendere da contestazioni, incongruenze, scontrini e timbri mancanti. In altri casi il rendiconto presentato alla Corte dei conti non è risultato essere perfettamente in linea con i documenti giustificativi delle spese: importi diversi dunque o errori di varia natura. Nel mirino anche i rimborsi per le trasferte.
Il decreto in questione che assegna la competenza dei controlli ai giudici contabili è stato varato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri il 21 dicembre 2012 ed è stato poi convertito a febbraio. Gli avvocati dei vari gruppi regionali muovono contestazioni proprio su questi tempi. Come fa la Corte a controllare le spese del 2012 – è la loro tesi – se il provvedimento è stato varato solo quest’anno? Può avere un effetto retroattivo? I giudici dal canto loro tirano dritto e dopo avere ascoltato i chiarimenti forniti dai rappresentanti di tutte le forze politiche di Palazzo Moffa stileranno una relazione con le conclusioni.
























