Ville e terreni acqusitati dal clan dei Casalesi in Molise confiscati dalla sezione anticrimine dei carabinieri nell’ambito di un’operazione condotta nei confronti dell’organizzazione capeggiata da Francesco Vallefuoco. L’operazione, denominata ‘Vulcano’, ha permesso di scoprire una serie di attività usurarie ed estorsive a danno di imprenditori e commercianti dell’Emilia-Romagna e della Repubblica di San Marino. In particolare, il clan acquistava, in maniera fraudolenta, aziende avviate, poi condotte al fallimento, così da truffare istituti di credito e imprenditori locali. Il sequestro dei beni, disposto dal decreto del tribunale bolognese, ha riguardato società attive nella ristorazione, nel recupero crediti, nell’edilizia e nelle investigazioni private e immobili nei comuni di Rimini, di Brusciano nel Napoletano, di Monte Grimano nel Pesarese, di Lucito in provincia di Campobasso e di Casal di Principe, nel Casertano. Al fine di sottrarre le ricchezze accumulate in maniera illecita gli aderenti all’organizzazione, hanno accertato i Carabinieri, hanno fatto ricorso a prestanomi e a persone a loro legate da vincoli di parentela. L’indagine dell’Arma ha anche svelato come attraverso le diverse attività commerciali il clan fosse riuscito a far circolare denaro, assegni e altri titoli, costituenti prezzo e profitto dei reati commessi. Nel dettaglio, la struttura ‘Nuovo Tarabacco’, tra i beni sequestrati, era stata acquistata con proventi illeciti e poi venduta in modo da eludere le misure di prevenzione antimafia; il titolare dell’agenzia investigativa, anch’essa sequestrata, é indagato per avere fornito ai vertici del clan informazioni per il recupero crediti mentre le due società di recupero crediti, pure sequestrate, sono state utilizzate per dissimulare attività estorsive e di usura e cooptare le attività economiche delle vittime. Approfondimenti su Primo Piano Molise in edicola oggi.
























