Intascavano la pensione di invalidità grazie a false attestazioni di cecità completa, ma poi guidavano l’auto, tanto che uno di loro è stato multato per eccesso di velocità. Sono quattro le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Larino per truffa e falso. Si tratta di due uomini e due donne residenti a Termoli e nei centri limitrofi. A scoprirli sono stati i carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Campobasso.
Il Procuratore di Larino, Ludovico Vaccaro, ha illustrato i dettagli dell’operazione nel corso di una conferenza stampa. Il gip del Tribunale, su richiesta della Procura, ha disposto la confisca delle auto e dei conti correnti delle quattro persone.
“Il 20% della popolazione invalida in Molise è un dato che sin da subito ci ha fatto insospettire perché è una percentuale troppo alta – ha detto il procuratore di Larino”.
Vaccaro ha anche annunciato ricorso al tribunale del Riesame contro la decisione del Gip di non concedere per gli indagati la custodia cautelare ai domiciliari da lui richiesta.
“Rispettiamo ma non condividiamo la decisione del Gip e quindi lo impugneremo”, ha detto. L’inchiesta sui falsi invalidi, comunque, prosegue. Sono in corso accertamenti che coinvolgono medici di base, specialisti e la stessa commissione esaminatrice dell’Asrem. I quattro finti ciechi scoperti dai militari percepivano dal 2005 due pensioni: l’una di invalidità e l’altra speciale, destinata proprio ai ciechi, per una somma mensile di circa 700 euro. Gli stessi, però, risultavano anche titolari di patenti di guida nonostante avessero prodotto certificati medici di parziale cecità. I quattro sono stati accusati di truffa aggravata e falso per induzione. Inoltre, è stato disposto il sequestro preventivo di auto e conti correnti, per una cifra di circa 40mila euro ciascuno, di cui la Procura ha chiesto ed ottenuto la confisca.
“Già sul piano normativo i requisiti di invalidità e di cecità, per ottenere la pensione, sono incompatibili con i requisiti minimi per il rilascio della patente di guida – ha spiegato il procuratore Ludovico Vaccaro -. Sono stati fatti una serie di riscontri sulle persone la cui patologia non era compatibile con un normale vita di relazione, e meno ancora con la guida. Addirittura c’è un caso singolare: dei quattro indagati uno ha avuto una multa per eccesso di velocità. La commissione dell’Asrem, secondo le indagini, non effettua una visita approfondita delle persone durante le visite per rinnovo patenti ed altro ma si concentra più che altro sulla documentazione”.

 

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