Moglie e marito e una loro zia: avevano messo in piedi a Campobasso un giro di estorsioni e usura con tassi da capogiro che oscillavano tra il 400 e il 1000 percento e che negli anni ha fatto molte vittime. Grazie a sei casi accertati dalla Squadra Mobile per il gruppo criminale sono scattati gli arresti. In manette sono finiti Angelo Cirelli, 40 anni, Silvana Sellini, 37, ed Emilia De Rosa 67. I primi due sono in carcere, L’anziana donna è stata ristretta ai domiciliari. La tecnica usata era quella di minacciare ritorsioni in caso di ritardi nei pagamenti. Sostenevano di fare solo da tramite, di essere dunque loro stessi pressati da terze persone – in realtà inesistenti – che avevano concesso il denaro.
Gli investigatori, nel corso di una conferenza stampa, hanno però spiegato che il gruppo aveva cominciato ad utilizzare anche uno stratagemma inedito: la donna finita in cella avrebbe minacciato due delle sue vittime: “Se non paghi dirò che da piccola hai abusato di me”, diceva ai malcapitati. Violenze, quelli millantate, che in realtà non erano mai avvenute.
La collaborazione delle vittime è stata essenziale – ha evidenziato il capo della Mobile, Annicchiarico – e in questi casi l’invito che facciamo ai cittadini è sempre quello di non avere paura e di denunciare. Gli usurai che abbiamo arrestato si presentavano anche ogni giorno nelle attività commerciali o addirittura nelle case delle persone finite nel giro dei prestiti con interessi altissimi. Davano vita ad una presenza ossessiva, creando enorme disagio”.
Quanto agli interessi, questi i casi più eclatanti: una delle vittime aveva ottenuto 4mila euro e in un anno e mezzo ha dovuto restituirne quasi 20mila. O ancora: mille euro in un anno sono diventati 10mila. C’è stata poi la vicenda di una donna che aveva un importante e noto negozio a Campobasso e che ora invece, dopo averlo dovuto chiudere, fa la badante a 20 euro a notte. Nel 2005 aveva chiesto un prestito di 5mila euro e ne ha poi restituiti 30mila. “Ebbene questa stessa persona – hanno raccontato gli investigatori – sette anni dopo, nel 2012, è tornata a farsi prestare soldi con tassi da usura dalle stesse persone che le avevano sottratto tanto denaro in passato (nell’ultimo caso, quello dello scorso anno, in cinque mesi un prestito iniziale di 700 euro è salito fino a 3500)”.

 

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