Quella legata al’ex locale cult della Riviera Romagnola, la Torre Folk di Sant’Andrea Besanigo, è una storiaccia. Le accuse per gli indagati sono gravissime, vanno dalla bancarotta fraudolenta al riciclaggio, reato poi eliminato dal castello accusatorio, passando per l’evasione dell’Iva. I protagonisti? Nove persone tra cui tre imprenditori e tre avvocati molisani. Per questi ultimi, arrestati nel 2011, è iniziata l’udienza preliminare. Si tratta di Nicolino Mattiaccio di Campobasso, di Nicola De Curtis di Guglionesi e di Antonella Manes di Larino. I tre molisani sono accusati insieme agli altri indagati di aver sottratto beni, per un valore che si aggirerebbe sui tre milioni, alla società che gestiva la celeberrima balera della Romagna fallita quattro anni fa. Tanti i sequestri operati dalle Fiamme Gialle: i sigilli scattarono per l’immobile che ha un valore sui due milioni di euro, e un terreno da 500mila euro. Sequestrati anche società e diversi conti correnti. Ad emettere i provvedimenti cautelari fu il giudice per le indagini preliminari Fiorella Casadei. In carcere finì solo il titolare del locale Giovanni Matteotti, per tutti gli altri vennero disposti i domiciliari. Secondo l’accusa dopo il fallimento della Torre Folk fu Matteotti a capo del giro. Sfruttando la collaborazione degli altri inquisiti riuscì a sottrarre diversi beni dal fallimento attraverso una serie di prestanome e società che con complicate acrobazie fingevano di ricomprare i beni per poi rivenderli ad un’azienda che comprava per conto di Matteotti. Ma il pentolone venne scoperchiato e in men che non si dica scattarono le manette. Ora la parola passa al gup.























