E’ stato massacrato di botte senza alcun motivo plausibile all’interno della stazione Termini di Roma. Un turista marocchino di 70 anni, Mohamed Laabid, era in Italia ospite da parenti da qualche giorno. Si trovava in stazione per partire alla volta di Venafro dove avrebbe voluto pregare sulla tomba del padre che combatté con i francesi durante la Seconda Guerra Mondiale. A Venafro, infatti, c’è il cimitero militare dove riposano ottomila soldati caduti per la liberazione d’Italia. Mohamed era in fila allo sportello per acquistare il biglietto che lo avrebbe condotto in Molise. E’ stato avvicinato da un italiano, 25enne, con gravi turbe psichiche, che lo ha aggredito con calci e pugni senza lasciargli scampo. Dopo diverse ore d’agonia è morto nel reparto di Rianimazione del policlinico Umberto I dove era stato trasportato dal 118. Il vasto ematoma cerebrale e le lesioni interne riportate sono risultate fatali. I medici hanno tentato di strapparlo alla morte attraverso un lungo intervento chirurgico risultato tuttavia vano. Gli altri viaggiatori che hanno assistito al pestaggio non hanno trovato il coraggio di intervenire. La Polizia Ferroviaria ha arrestato il 25enne grazie al sistema di videosorveglianza installato in stazione. Si aggirava tra la folla con gli abiti sporchi di sangue e lo sguardo perso nel vuoto. “Non ho capito nulla, come se non fossi stato io” continuava a ripetere l’assassino agli agenti che lo stavano ammanettando. Originario della Campania, appartenente ad una famiglia benestante, l’omicida soffriva di schizofrenia ed aveva numerosi precedenti penali: violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona, lesioni, danneggiamento a seguito di incendio, finanche un Daspo terminato nel 2010. E’ stato rinchiuso nel carcere di Rebibbia con l’accusa di omicidio. Intanto la Polizia Ferroviaria, grazie alla carta d’identità trovata nei pantaloni della vittima, è riuscita a ricostruire gli spostamenti di Mohamed Laabid sul territorio italiano. E’ stato il consolato del Marocco a spiegare che il 70enne, sposato e con figli, stava per raggiungere Venafro dove avrebbe voluto pregare sulla tomba del padre prima di far ritorno in Maghreb. Nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia per fare piena luce sulle cause del decesso.

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