‘La targa dell’auto, l’orologio al polso e la canotta indossata hanno consentito agli investigatori di risalire all’identità dell’ausiliario dei vigili del fuoco di Isernia che il primo agosto scorso ha innescato un incendio in località Monte Stingone”. Sono alcuni particolari dell’operazione ‘Flash Fire’ del Corpo Forestale di Isernia riferiti in conferenza stampa dal generale, Rosa Patrone, e dal comandante provinciale, Luciano Sammarone.
Il piromane, un 50enne di Pozzilli, è stato arrestato per il reato specifico e tradotto in carcere per il pericolo di reiterazione del reato. Rischia una pena dai quattro ai dieci anni di reclusione. Durante la conferenza stampa, a cui ha partecipato anche il procuratore di Isernia Paolo Albano, è stato proiettato il filmato che ha incastrato l’ausiliario dei pompieri.
Gli investigatori avevano istallato alcune telecamere su Monte Stingone, tra Venafro e Pozzilli, perché la zona dal 2004 al 2012 era stata interessata da incendi dolosi. Le immagini mostrano il momento in cui il 50enne lancia l’innesco, una pietra avvolta da carta e nastro adesivo.

 

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