L’uomo arrestato l’altro giorno per avere appiccato il fuoco su Monte Stingone si è assunto ogni responsabilità: la notizia è trapelata dagli ambienti investigativi ed è stata confermata dall’avvocato del 50enne di Pozzilli. In passato l’uomo aveva prestato servizio come ‘discontinuo’ nei Vigili del fuoco. Era finito in una trappola della Forestale: gli agenti specializzati avevano installato alcune telecamere nell’area boschiva per prevenire gli incendi che da otto anni devastavano la vegetazione del monte tra Venafro e Pozzilli. ”Sta collaborando con la giustizia – ha detto l’avvocato Francesco Di Lauro – durante l’interrogatorio di garanzia, svoltosi martedì. Ha spiegato i motivi del gesto sconsiderato; un dispetto nei confronti di alcune persone che lo avevano trattato male. Il gesto non è riconducibile alla sua attività di discontinuo dei pompieri e, quindi, alla possibile chiamata per spegnere l’incendio. I ‘discontinui’ a Isernia sono 150 e seguono una rotazione. Quindi lui non sarebbe stato chiamato”. Il pm aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il gip ha disposto i domiciliari. ”Il capo di imputazione (423 bis) – ha spiegato l’avvocato Di Lauro – è provvisorio. Attualmente si parla di tentativo di incendio e non di incendio consumato. Comunque ci sono ancora indagini in corso”.






















