Minacce di morte al presidente della Commissione regionale anticorruzione del Molise, Vincenzo Musacchio. Lo stesso presidente ha reso pubblica una lettera anonima dal contenuto inquietante arrivata nella sua abitazione di Portocannone).
“Terzo avvertimento – si legge nella missiva -, ultimo! Ora basta! Se continui a parlare finisci sotto terra! Hai toccato le persone sbagliate. Stai attento alla tua famiglia!”.
Il foglio è firmato con una sigla, “N.C.O.”, che subito fa venire alla mente la ‘Nuova Camorra organizzata’, ma la matrice è ovviamente ancora tutta da definire. Musacchio ha pubblicato la lettera sul blog della Commissione e con essa un suo lungo documento nel quale racconta l’accaduto.
“È da un po’ di tempo che la Commissione Regionale Anticorruzione, nella mia persona, – scrive – riceve quasi quotidianamente messaggi subliminali. Attraverso questa subdola forma di comunicazione, si cerca probabilmente di ottenere l’isolamento della nostra istituzione. Oggi, purtroppo, è arrivata anche la prima vera minaccia”. “Prima di quest’ultima bieca azione criminosa che rendo pubblica e che questa volta denuncerò all’autorità di polizia – rivela -, ho ricevuto altre due lettere che ho provveduto a stracciare perché ritenevo fossero solo frutto di qualche mitomane o esaltato. Sia nella prima che nella seconda lettera il succo era quello di stare zitto, ma senza alcuna minaccia diretta.
Resto fermamente convinto – aggiunge Musacchio – che parlare di corruzione, di legalità e di etica pubblica agli studenti, ai cittadini, nelle istituzioni pubbliche e private in una regione come il Molise non dovrebbe essere ragione di dubbi o insinuazioni ma di certezze e di sostegno pieno. Purtroppo – si legge ancora – non è proprio così. Se è vero che culturalmente si sono fatti dei passi avanti rispetto al passato, la nostra associazione e la mia persona in primis, ultimamente, come del resto anche in precedenza, non è vista di buon occhio o addirittura peggio è ignorata. Contro una minaccia di morte a me ed alla mia famiglia cosa posso fare? Io non so se la minaccia sia attendibile o meno, e non è mio compito stabilirlo, certo i segnali ricevuti non sono pochi. Posso continuare ancora? Non lo so! Davvero non so rispondere. Sono profondamente amareggiato, deluso, nauseato e oggi ho anche un po’ paura non lo nascondo”.
Musacchio, infine, annuncia che resterà in silenzio fino al prossimo 6 settembre.
“Quel giorno – sottolinea – terrò un incontro pubblico con tutti i cittadini molisani e con tutti i membri di Co.Re.A. e con chiunque desideri partecipare, nella città di Campobasso per spiegare e per valutare se questa battaglia continuerà o giungerà al capolinea come credo. Fino ad allora staremo in silenzio assoluto affinché in esso si trovi il tempo per riflettere attentamente e meditare su cosa sta accadendo intorno a noi e sulle decisioni importanti da prendere per il futuro, a condizione che ve ne sia ancora uno”.
Molti i messaggi di solidarietà arrivati a Vincenzo Musacchio dopo la lettera di minacce di morte ricevuta a casa. Tra questi c’è anche quello del presidente della Regione Paolo di Laura Frattura.
“‘La nostra solidarietà a Vincenzo Musacchio – scrive Frattura -, vittima di riprovevoli messaggi anonimi. Al presidente del Comitato regionale anticorruzione il nostro incoraggiamento a non cedere di fronte a minacce senza senso, pericolose e brutte per forma e sostanza. Il lavoro che Musacchio svolge con impegno è di riferimento per il nostro Molise”.
Il governatore infine si augura che i contorni di questo episodio vengano delineati in tempi rapidi.
“Proseguiremo, tutti insieme, sulla strada della legalità per il bene della nostra regione, con l’auspicio che magistratura e forze dell’ordine facciano al più presto chiarezza su quest’ultimo episodio dai risvolti inquietanti”.

 

 

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