Migliaia di persone a Castelromano hanno voluto accompagnare nel suo ultimo viaggio terreno Vincenzo Celli, il 26enne deceduto nella notte tra venerdì e sabato a causa di un incidente stradale in contrada Castagna. La popolosa borgata s’è stretta attorno alla famiglia del ragazzo assiepando la chiesa del Santissimo Salvatore, troppo piccola per contenere la folla accorsa per salutare Vincenzo. La salma, partita dall’obitorio dell’ospedale Veneziale, ha raggiunto l’abitazione di Castelromano su espressa volontà della famiglia che ha voluto che Vincenzo tornasse a casa un’ultima volta. Sono stati gli amici di sempre a portare a spalla il feretro sino alla chiesamentre la banda di Sant’Agapito e Roccamandolfi (di cui Vincenzo faceva parte) ha accompagnato la bara per le strade di Castelromano tra due ali di folla. Lungo il tragitto palloncini bianchi, petali di fiori e confetti hanno salutato il corteo funebre tra la rabbia ed il dolore di amici e parenti. Sulla bara anche una tromba, strumento che Vincenzo considerava ormai un’appendice della sua persona. A celebrare la funzione è stato Don Claudio Palumbo, vicario della cattedrale mentre Padre Franz, il parroco di Castelromano, ha ricordato i momenti di gioia vissuti con la famiglia Celli. “La morte non è un punto di arrivo – ha ricordato il vicario – ma l’inizio di una nuova vita non più terrena ma eterna”. Alle esequie hanno preso parte anche il sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, ed il primo cittadino di Roccamandolfi, Giacomo Lombardi per partecipare la vicinanza delle due comunità ai famigliari. Uno striscione all’ingresso del cimitero di Castelromano ha accolto il feretro ricordando che l’esistenza di Vincenzo, pur nella sua brevità, è stata vissuta intensamente.

























