L’inchiesta sui concorsi per docenti di prima e seconda fascia e per ricercatori universitari è della procura di Bari. In particolare la Guardia di Finanza ritiene di aver scoperto “un diffuso sistema di malaffare” per “favorire i candidati espressione dei decani”. I nomi tirati in ballo sono pesanti, tra le carte spuntano quelli di 5 giuristi nominati dal premier Letta fra i saggi incaricati di supportarlo nell’azione di governo e di riforma costituzionale. Sono al momento soggetti segnalati all’autorità giudiziaria. Non è chiaro se siano anche già formalmente indagati, tranne che in un caso. Beniamino Caravita di Toritto, infatti, ha saputo di essere inquisito quando i militari gli hanno notificato un decreto di acquisizione di documenti e due proroghe di indagine. Caravita è un noto amministrativista della Capitale, ha firmato una delle consulenze che Silvio Berlusconi ha depositato a supporto della richiesta di sospendere il giudizio della Giunta sulla decadenza. E, insieme al prof Vincenzo Colalillo, anche il ricorso dell’ex governatore del Molise, Michele Iorio al Tar e al Consiglio di Stato contro la sua sospensione da consigliere regionale in applicazione della legge Severino.























