Si è conclusa nel pomeriggio di ieri, al Policlinico di Bari, la seconda fase delle operazioni irripetibili legate all’autopsia eseguita il 31 dicembre a Campobasso sui corpi di Sara Di Vita, studentessa di 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, commercialista di 50 anni. Le due donne sono morte a poche ore di distanza, tra il 27 e il 28 dicembre, all’ospedale Cardarelli di Campobasso, inizialmente per una sospetta intossicazione alimentare, ma per cause che restano ancora avvolte nel mistero.
Gli accertamenti si sono svolti nel laboratorio di campionamento dell’Unità di Anatomia Patologica Universitaria del Policlinico barese, alla presenza dei consulenti delle parti, compresi quelli degli indagati e delle parti civili, riconvocati per ulteriori approfondimenti tecnici.
Il medico legale incaricato dalla Procura, Benedetta Pia De Luca, ha spiegato che tutti gli organi prelevati sono stati sottoposti ad analisi. «Alcuni frammenti – ha chiarito all’Ansa – possono essere fissati in formalina ed esaminati successivamente, ed è quanto avvenuto in questo caso». Le verifiche hanno riguardato la ricerca di eventuali segni istologici e residui tossicologici compatibili con un avvelenamento o una tossinfezione, un passaggio ritenuto decisivo per comprendere le cause del rapido peggioramento clinico e del decesso delle due donne.
Con le operazioni di ieri l’esame autoptico può ora considerarsi concluso. Gli esiti definitivi saranno depositati entro la fine di marzo: al medico legale sono stati concessi 90 giorni di tempo a partire dalla data dell’autopsia, effettuata lo scorso 31 dicembre. Tuttavia, una prima risposta al giallo potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, con i risultati delle analisi sugli alimenti e sul sangue delle vittime.
Sono infatti attesi a breve gli esiti degli accertamenti affidati all’Istituto Maugeri di Pavia sui campioni biologici e quelli dell’Istituto zooprofilattico di Teramo sugli alimenti e sui preparati sequestrati nell’abitazione della famiglia Di Vita, a Pietracatella.
Il padre e marito delle vittime, Gianni Di Vita, è stato ascoltato due volte dagli agenti della Squadra Mobile. Al momento, però, dagli uffici di via Tiberio non trapela alcuna informazione ufficiale.

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