Restano ancora tutte aperte le ipotesi sulla morte di Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi, entrambe di Pietracatella, decedute a poche ore di distanza l’una dall’altra tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso per una presunta tossinfezione.
Nei giorni scorsi, per fugare ogni dubbio, i prelievi biologici sono stati inviati anche a un laboratorio altamente specializzato in Svizzera. Da qui sono attese risposte considerate decisive per arrivare a una svolta nelle indagini. Una scelta che conferma quanto il caso sia complesso e delicato. Al momento, infatti, nulla consente di escludere alcuna pista.
Lo scorso 28 gennaio si è conclusa al Policlinico di Bari la seconda fase degli esami autoptici sugli organi delle vittime. Un ulteriore accertamento che si aggiunge all’autopsia già eseguita il 31 dicembre al Cardarelli. Solo l’incrocio dei dati clinici, degli esami di laboratorio e dei risultati autoptici – attesi entro la fine di marzo – potrà chiarire cosa abbia causato la morte di madre e figlia.
Intanto, a Pietracatella e nel resto del Molise, resta il dolore per una tragedia che ha scosso un’intera comunità e l’attesa per una verità che, dopo mesi, ancora tarda ad arrivare.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*