In un territorio che vive di equilibri fragili tra vocazione turistica, tranquillità residenziale e pressioni criminali che si insinuano nelle pieghe della quotidianità, l’operazione condotta dai Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Termoli segna un nuovo punto fermo nella lotta allo spaccio lungo la fascia costiera molisana. Un servizio mirato, predisposto nei giorni precedenti e calibrato sulle dinamiche locali, ha portato all’arresto di un sessantenne del posto, figura conosciuta nell’area e ritenuta dagli investigatori parte di un circuito di micro-spaccio che negli ultimi mesi aveva attirato l’attenzione dell’Arma. L’intervento è scattato a seguito di un’attività di osservazione e monitoraggio condotta a Petacciato, dove i militari hanno individuato movimenti sospetti e contatti ritenuti compatibili con la cessione di sostanze stupefacenti. Il controllo, eseguito con modalità rapide e coordinate, ha permesso di rinvenire nella disponibilità dell’uomo circa 8 grammi di cocaina e 40 grammi di hashish, oltre a un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi: elementi che, secondo gli investigatori, confermano la destinazione allo spaccio e non un uso personale. Accompagnato in caserma, il sessantenne è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Larino. Nel corso dell’udienza di convalida, il gip frentano ha confermato la piena legittimità dell’operato dei Carabinieri e ha applicato la stessa misura cautelare, ritenendo sussistenti gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa. Un passaggio che rafforza il quadro probatorio e consolida l’intervento come tassello di una strategia più ampia. L’operazione, infatti, non è un episodio isolato ma si inserisce in un percorso di controllo capillare del territorio che l’Arma termolese sta portando avanti con continuità, soprattutto nei comuni costieri e nell’immediato entroterra, dove la presenza di flussi stagionali, aree periferiche e vie di collegamento veloci crea condizioni favorevoli per piccoli traffici e attività di spaccio diffuse. La linea è chiara: presidiare, prevenire, intercettare. Ridurre i margini di manovra delle reti locali, spesso composte da soggetti non professionali ma comunque in grado di alimentare un mercato che incide sulla sicurezza percepita e reale delle comunità. Il sequestro di cocaina e hashish, insieme al materiale per il confezionamento, conferma come anche nei centri più piccoli la domanda di stupefacenti resti un fenomeno costante, capace di generare microeconomie illegali che si radicano nel tessuto sociale. Per questo l’Arma ribadisce la propria attenzione, consapevole che la prevenzione passa non solo attraverso i controlli e gli arresti, ma anche attraverso la presenza quotidiana, la conoscenza del territorio, il rapporto diretto con i cittadini e la capacità di leggere i segnali deboli che precedono i reati.




























